Dazi USA colpiscono l’export italiano: rischio 12 miliardi, ma Piazza Affari regge

La settimana si apre con forti tensioni tra Stati Uniti e Unione Europea. L’amministrazione americana ha confermato l’introduzione di dazi del 30% su beni industriali e agricoli europei a partire dal 1° agosto. Per l’Italia si prospetta un impatto diretto su settori come metalmeccanica, agroalimentare e automotive, con un rischio stimato di 12 miliardi di euro in export compromesso.

Nonostante ciò, Piazza Affari ha aperto e chiuso in territorio positivo, registrando un +0,27% sull’indice FTSE MIB. A trainare il listino sono stati soprattutto i titoli bancari: BPER Banca ha guadagnato il 6,5% e Banco BPM oltre il 4,8%, spinti da voci di nuove aggregazioni nel settore.

Anche il comparto energetico ha mostrato segnali di forza, con ENI e Terna in lieve rialzo. Il Bitcoin ha toccato i 123.000 dollari, alimentando fiducia nel settore cripto, che guadagna nuovamente centralità come “bene rifugio”.

Sul fronte UE, il commissario europeo al Commercio ha dichiarato che Bruxelles “risponderà in modo misurato ma deciso”, escludendo per ora misure simmetriche ma aprendo al ricorso all’OMC.

In attesa di sviluppi diplomatici, le imprese italiane chiedono al Governo un piano di sostegno all’export, in particolare per le PMI colpite dai nuovi dazi.

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