Russia-Ucraina, nuovi raid su Kyiv: uno spiraglio nei negoziati, ma la guerra prosegue

Nella notte tra domenica e lunedì, la Federazione Russa ha condotto un nuovo attacco combinato di droni e missili contro diverse città ucraine, colpendo in particolare la capitale Kyiv e la città di Kharkiv. Il bilancio provvisorio è di almeno una vittima e diversi feriti, oltre a danni significativi a edifici residenziali e infrastrutture civili.

Secondo fonti ufficiali ucraine, i raid sono durati diverse ore. Le difese aeree hanno intercettato parte dei velivoli, ma non sono riuscite a evitare completamente l’impatto. A Kyiv, una stazione della metropolitana, un asilo nido e alcuni negozi sono stati colpiti. A Kharkiv si segnalano blackout diffusi e incendi in alcune zone industriali.

Sul piano diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato pubblicamente di aver trasmesso alla Russia una nuova proposta per l’apertura di colloqui diretti, auspicando un incontro con Vladimir Putin “nei prossimi giorni”. Il Cremlino ha risposto affermando che il presidente russo sarebbe disponibile a un dialogo, ma solo “a condizione che vengano rispettate le linee strategiche stabilite dalla Russia sin dall’inizio dell’operazione speciale”.

Secondo fonti occidentali, tra cui Reuters e AP, le posizioni delle due parti restano ancora distanti, ma il clima diplomatico sembra meno rigido rispetto ai mesi precedenti. Tuttavia, sul terreno, il conflitto prosegue senza tregua.

La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi. Stati Uniti, Germania e Regno Unito hanno avviato una nuova fase di supporto tecnico-militare a Kyiv, che dovrebbe includere l’invio di sistemi di difesa avanzati, tra cui ulteriori batterie antimissile Patriot. La NATO ha confermato che il coordinamento tra alleati europei è in fase di intensificazione.

L’andamento delle operazioni militari sul fronte orientale resta critico. Nella regione del Donetsk, le forze russe hanno avanzato lentamente verso Pokrovsk, mentre le truppe ucraine oppongono resistenza. Le condizioni dei civili, in particolare nelle aree colpite dai raid, sono definite “gravissime” da ONG e osservatori umanitari.

Il conflitto, giunto al suo terzo anno, continua a produrre effetti devastanti sulla popolazione e sull’equilibrio geopolitico europeo. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi sul fronte diplomatico, ma sul terreno, almeno per ora, la guerra non accenna a rallentare.

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