L’economia italiana ha subito una lieve contrazione nel secondo trimestre 2025: il Prodotto Interno Lordo (PIL) è calato dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo i dati diffusi dall’ISTAT. La crescita annua si attesta allo 0,4%, in calo rispetto allo 0,6% previsto dagli analisti.
Il rallentamento è attribuito in larga parte al calo della produzione industriale e al rallentamento della domanda estera. L’instabilità geopolitica, l’inflazione ancora elevata e l’aumento dei tassi d’interesse stanno incidendo sulla fiducia delle imprese.
“La flessione è contenuta, ma segnala una perdita di slancio. Servono interventi mirati per rilanciare la produttività e gli investimenti,” ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.
Particolarmente penalizzati i settori della manifattura e dell’edilizia, mentre tengono i servizi, soprattutto nel turismo. Il governo ha fatto sapere che nei prossimi mesi sarà presentato un aggiornamento del Documento di economia e finanza (DEF), con nuove misure a sostegno della crescita.
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