Entro la fine del 2025 partirà in Italia la produzione del WindRunner, destinato a diventare l’aereo più grande del mondo. Si tratta di un cargo dalle dimensioni straordinarie — alto come un palazzo di quattro piani — progettato per trasportare carichi eccezionali, come le pale eoliche di nuova generazione, molto più lunghe di quelle attualmente in uso.
Il progetto, firmato dalla startup americana Radia, fondata nel 2016 dal professor Mark Lundstrom del MIT di Boston, nasce dall’esigenza di supportare la transizione energetica su scala globale. L’aereo permetterà di movimentare componenti di grandi dimensioni in modo rapido ed efficiente, superando i limiti logistici del trasporto via terra o mare.
Secondo il CEO Giuseppe Giordo, la produzione verrà avviata tra Puglia e Campania, con le prime consegne previste per il 2030. L’iniziativa promette di generare almeno 2.500 posti di lavoro, oltre a consolidare il ruolo dell’Italia nella filiera delle tecnologie verdi e dell’innovazione aerospaziale.
La scelta dell’Italia come base operativa non è casuale: il Paese offre competenze industriali, know-how nel settore aeronautico e infrastrutture adeguate per ospitare un progetto di tale portata. Il World Economic Forum ha inserito Radia tra i “WEF Unicorn”, le imprese ad alto potenziale di crescita a livello mondiale.
WindRunner non sarà solo un primato ingegneristico: sarà anche uno strumento strategico per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, consentendo di trasportare e installare turbine eoliche di nuova concezione in località altrimenti difficili da raggiungere.
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