Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha incontrato una delegazione della Global Sumud Flotilla, avvertendo che qualsiasi azione volta a “forzare il blocco navale” da parte delle imbarcazioni civili rischierebbe di avere effetti drammatici per l’equipaggio.
Secondo Crosetto, le barche civili partecipanti alla missione umanitaria non sono attrezzate per affrontare un confronto con dispositivi militari, e forzare un blocco potrebbe esporle a “pericoli elevatissimi e non gestibili”. Il ministro ha evidenziato la necessità di percorsi diplomatici e canali umanitari piuttosto che spirali di provocazione.
Le reazioni e situazione attuale
La delegazione incontrata include la portavoce Maria Elena Delia e altri esponenti italiani del movimento. Gli attivisti confermano che la missione prosegue, affermando che la flottiglia naviga “in acque internazionali nella piena legalità”.
Le imbarcazioni, composte da più di 40 navi umanitarie, si stanno avvicinando progressivamente alla Striscia di Gaza, mentre sono sorvegliate da droni che le seguono a distanza.
Sulla scorta dell’annuncio del ministro, media internazionali riportano che il convoglio ha già lasciato Creta e naviga in acque internazionali, a poco più di 350 miglia nautiche da Gaza.
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