ROMA REGINA AQUARUM – L’ACQUA UNISCE LE CIVILTÀXI Edizione dell’Acqua Film Festival 2026Un progetto internazionale ideato e diretto da Eleonora Vallone

La XI Edizione dell’Acqua Film Festival, intitolata “ROMA REGINA AQUARUM – L’acqua unisce le civiltà”, rappresenta un grande progetto internazionale ideato e diretto da Eleonora Vallone, che nel 2026 celebra una nuova tappa del suo percorso artistico e culturale dedicato al profondo legame tra l’uomo e l’acqua.

Questa edizione, interamente ispirata alla civiltà romana e al suo straordinario patrimonio idrico, nasce con l’intento di coinvolgere tutti i Paesi che un tempo appartenevano all’Impero Romano, invitandoli a raccontare, attraverso film e cortometraggi, la realtà contemporanea dei loro territori e le tracce ancora vive della grande eredità romana: acquedotti, fontane, sistemi idraulici, fognari e impianti termali.

L’obiettivo è quello di unire la memoria storica e architettonica dell’Impero Romano con la creatività cinematografica contemporanea, generando un dialogo internazionale capace di valorizzare il patrimonio comune e di promuovere una nuova forma di turismo culturale, sostenibile e consapevole.

Eleonora Vallone e la cultura dell’acqua
Fondatrice e direttrice artistica del Festival, Eleonora Vallone è una figura di rilievo nel panorama culturale italiano e internazionale. Figlia d’arte, attrice, giornalista, scrittrice e regista, ha saputo coniugare nella sua carriera talento, sensibilità e impegno civile. Pioniera dell’acquagym e fondatrice della prima scuola italiana di ginnastica in acqua, Vallone ha dedicato gran parte della sua vita alla diffusione della cultura dell’acqua come elemento di salute, arte e spiritualità.

Con l’Acqua Film Festival, ideato nel 2016, ha trasformato la sua visione in una piattaforma di incontro tra cinema, ecologia e diplomazia culturale, coinvolgendo registi, istituzioni e giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

Roma, crocevia di civiltà e ispirazione artistica
L’edizione 2026, “ROMA REGINA AQUARUM”, estende il progetto su scala internazionale e simbolica, riunendo i Paesi toccati dall’antico Impero Romano – dall’Italia alla Francia, dalla Spagna alla Grecia, dall’Egitto alla Turchia, dai Balcani al Medio Oriente – in un abbraccio cinematografico che attraversa continenti e millenni.

Il Festival si propone come luogo di dialogo tra culture che condividono un passato comune e una visione di futuro fondata sulla tutela dell’acqua, risorsa universale e bene comune dell’umanità.

Un programma tra storia, arte e innovazione
Il programma prevede la partecipazione di istituzioni culturali, ambasciate, enti turistici e università dei Paesi coinvolti, che collaboreranno alla produzione e alla selezione delle opere. Le proiezioni si terranno a Roma e in siti di grande valore storico e simbolico – terme, porti antichi, anfiteatri e spazi archeologici – creando un ponte ideale tra la magnificenza del passato e la creatività del presente.

Accanto alle proiezioni ufficiali, sono previste mostre fotografiche, installazioni artistiche, tavole rotonde internazionali con storici, archeologi, registi e artisti, oltre a workshop per giovani filmmaker dedicati al linguaggio cinematografico come strumento di valorizzazione del patrimonio culturale.

I Premi
Il Festival assegnerà diversi riconoscimenti:

il Premio “ROMA REGINA AQUARUM” al miglior film dell’edizione;
il Premio Acqua & Storia al miglior messaggio di unione culturale;
il Premio Acqua & Terme alla miglior opera ambientata in siti termali;
il Premio Acqua & Ambiente alle opere dedicate alla sostenibilità e alla salvaguardia delle risorse idriche;
oltre a menzioni speciali per giovani registi e progetti innovativi.
Un invito universale
Attraverso questa nuova edizione, l’Acqua Film Festival rinnova la sua missione di promuovere una cultura dell’acqua come elemento vitale e simbolo di rinascita, di dialogo tra popoli e di continuità tra passato e futuro.

Roma, antica Regina delle Acque, torna così a essere fonte d’ispirazione per un viaggio cinematografico che unisce civiltà, racconta storie e costruisce ponti di collaborazione tra le sponde del Mediterraneo e del mondo.

Un invito universale a riflettere, attraverso il linguaggio del cinema, su quanto l’acqua continui a essere il più potente strumento di connessione tra le culture e le generazioni.

Mattia Carlin

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