Kallas: “Se vogliamo la pace dobbiamo prepararci alla guerra”. Tajani: “L’Italia aiuta Kiev per difendersi, non per combattere la Russia”

«Se vogliamo la pace, dobbiamo prepararci alla guerra». Con queste parole l’Alta rappresentante dell’Unione Europea Kaja Kallas è intervenuta con un videomessaggio alla Maratona per la Pace organizzata dalla CISL all’Auditorium Massimo di Roma.

Kallas ha insistito sulla necessità di investire nella difesa europea, avvertendo che «se si comincia a farlo solo quando ce n’è bisogno, è già troppo tardi». Per la rappresentante UE, la mancanza di preparazione metterebbe «a rischio ogni euro che spendiamo per scuole, ospedali e cultura».

Secondo Kallas, l’Europa deve “parlare il linguaggio della forza” con la Russia, sostenendo politicamente, finanziariamente e militarmente l’Ucraina. Ha poi richiamato l’attenzione su minacce crescenti come attacchi ibridi, droni e tentativi di destabilizzazione delle democrazie europee.

La guerra in Ucraina, ha ribadito, rappresenta «una minaccia esistenziale» per l’Unione. Porre fine al conflitto «in modo giusto e sostenibile» sarebbe il primo passo per ristabilire un equilibrio internazionale basato sulle regole, oggi messo in discussione da Stati che «cercano di rovesciare norme e istituzioni».

Kallas ha sottolineato come sia impossibile avviare veri negoziati quando «una delle due parti si rifiuta di parlare», riferendosi alla Russia, e ha ricordato che la pace non coincide con la semplice assenza di guerra, ma con un sistema democratico solido e funzionante.

A seguire, in videocollegamento, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha assicurato che l’Italia continuerà a sostenere Kiev. «Non lo facciamo perché siamo in guerra con la Russia, ma perché vogliamo che l’Ucraina sia in grado di difendersi in attesa di un confronto che porti al cessate il fuoco».

Tajani ha ribadito il sostegno italiano alle iniziative statunitensi per il cessate il fuoco e ha richiamato la necessità che anche l’Europa rafforzi le proprie capacità difensive: «Non possiamo pensare che siano solo gli Stati Uniti a occuparsene». Le spese per la sicurezza, ha spiegato, non riguarderanno soltanto armamenti ma la costruzione di un sistema di protezione complessivo, da cui «nasce la pace», richiamando una frase spesso citata dal presidente Mattarella.

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