Chiechi al Premio ANGI 2025 per Digitarca: “L’innovazione si fa anche con l’anima”

Roma al centro dell’innovazione italiana. L’VIII edizione del Premio ANGI 2025 ha trasformato la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano in una vera e propria aula dell’innovazione nazionale, riunendo istituzioni, imprese, ricercatori e giovani talenti per discutere del futuro tecnologico del Paese. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è stato chiaro: intelligenza artificiale, digitalizzazione e formazione come leve strategiche per la competitività italiana.

Tra le eccellenze premiate, anche il progetto Digitarca, protagonista nel campo dei gemelli digitali applicati alla gestione del territorio. A raccontarne la visione è stato Leo Chiechi, CEO di Digitarca.

«Grazie per questa giornata e per questo premio per i giovani innovatori», ha esordito Chiechi. «Noi lavoriamo sempre con grande passione, come qualcuno ha detto, con l’anima».

Il cuore dell’attività di Digitarca è la costruzione di gemelli digitali attraverso scansioni tridimensionali e intelligenza artificiale applicata:

«Ci occupiamo di gemelli digitali e aiutiamo i Comuni e gli enti a governare meglio il loro territorio e il loro patrimonio attraverso scansioni in 3D e l’intelligenza artificiale».

Una tecnologia che non si limita alla semplice rappresentazione visiva, ma che diventa strumento avanzato di analisi e gestione:

«L’intelligenza artificiale ci aiuta a estrarre tutte le informazioni, tutti gli oggetti, sia nella loro natura sia non solo nel loro stato di degrado o di esistenza».

Un approccio che consente alle amministrazioni di pianificare interventi, prevenire criticità e valorizzare il patrimonio in modo più efficiente, basandosi su dati reali e costantemente aggiornati.

«Grazie ancora per questa giornata e a presto», ha concluso Chiechi, lasciando sul palco il segno di un’innovazione che parte dalla tecnologia, ma si traduce in servizio concreto alle comunità.

Il messaggio che arriva dal Premio ANGI 2025 è chiaro: i giovani innovatori non sono solo sviluppatori di soluzioni tecnologiche, ma protagonisti di un nuovo modo di pensare il rapporto tra digitale e territorio, tra intelligenza artificiale e pubblica amministrazione. Un’Italia che guarda al futuro partendo dalle sue città, dal suo patrimonio e dalle sue competenze.

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