Arrivano i primi aiuti concreti per le famiglie colpite dalla frana che ha interessato Niscemi, costringendo centinaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. A seguito dell’emergenza, è stato attivato il contributo di autonoma sistemazione, un sostegno economico destinato agli sfollati che potrà arrivare fino a 900 euro mensili per nucleo familiare.
Il provvedimento è stato adottato dopo l’ordinanza di sgombero delle aree ritenute a rischio, dove il movimento del terreno continua a destare forte preoccupazione. La frana ha reso inagibili numerose abitazioni, imponendo l’evacuazione immediata di interi quartieri. Molte famiglie hanno trovato ospitalità temporanea presso parenti o in strutture messe a disposizione dal Comune, mentre altre sono state accolte in spazi pubblici adattati all’emergenza.
Il contributo economico prevede una quota base di 400 euro mensili per famiglia, a cui si aggiungono 100 euro per ogni componente del nucleo, fino al tetto massimo di 900 euro. L’obiettivo è consentire agli sfollati di affrontare le spese per l’affitto o per una sistemazione temporanea dignitosa, in attesa degli interventi di messa in sicurezza e delle valutazioni definitive sugli immobili.
La situazione è costantemente monitorata dalla Protezione Civile, che ha effettuato diversi sopralluoghi sul territorio insieme alle autorità locali e regionali. Le verifiche tecniche hanno confermato l’instabilità della collina sovrastante l’abitato, rendendo necessaria la prosecuzione delle misure di emergenza.
Nel frattempo, resta alta l’attenzione delle istituzioni sul futuro delle famiglie colpite, con l’impegno a garantire assistenza continua e a programmare interventi strutturali per ridurre il rischio idrogeologico. Per Niscemi, l’emergenza frana riporta al centro il tema della prevenzione e della sicurezza del territorio.
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