D-ESG e competitività, Di Ciommo: “La sostenibilità è già il presente delle imprese”

La sostenibilità non è più un tema circoscritto alla sola dimensione ambientale, ma un sistema articolato che coinvolge aspetti sociali e di governance. È su questo equilibrio che si gioca oggi la competitività delle imprese, chiamate a dotarsi di strumenti e competenze in grado di interpretare in modo efficace i criteri D-ESG.

A evidenziarlo è Francesco Di Ciommo, presidente di FDC Consulting Digital ESG, co-direttore di Master e membro del comitato scientifico, intervenuto nel corso del dibattito sulla trasformazione dei modelli aziendali.

Il punto centrale, oggi, non è soltanto adottare pratiche sostenibili, ma riuscire a misurare, implementare e comunicare in maniera efficace il valore generato. Una visione d’insieme che consente alle aziende di rendere tangibile il proprio impegno e di tradurlo in un vantaggio competitivo riconosciuto dal mercato.

«La competenza D-ESG — spiega Di Ciommo — non riguarda solo l’ambiente, ma soprattutto le dimensioni sociale e di governance. È necessario avere una visione complessiva, capace di misurare e divulgare i reali valori di un’azienda nel mondo della sostenibilità».

Secondo l’analisi proposta, i driver che oggi guidano le imprese sono principalmente due: l’intelligenza artificiale e la sostenibilità. Se la prima evolve a una velocità impressionante, la seconda — pur con un impatto normativo meno incisivo — è sostenuta da una domanda di mercato sempre più forte.

Le indagini evidenziano infatti un divario significativo tra la percezione dei consumatori e l’offerta delle aziende: la sensibilità verso la sostenibilità è già elevata, mentre il sistema produttivo è ancora in fase di adeguamento. Una dinamica destinata a rafforzarsi nel breve periodo.

Entro il 2030, infatti, il ricambio generazionale porterà all’affermazione di un nuovo consumatore — ma anche di un nuovo manager — più consapevole e disposto a riconoscere un valore economico maggiore a prodotti e servizi offerti da aziende responsabili.

In questo contesto, diventa imprescindibile per le imprese strutturarsi e sviluppare competenze adeguate per affrontare un mercato che non è più futuro, ma già presente.

Lo scenario apre anche opportunità territoriali. In particolare, la città di Palermo e l’intera Sicilia, se sapranno misurarsi in modo attento e preciso su questi temi, potranno acquisire un vantaggio competitivo rilevante sia a livello nazionale sia internazionale.

Non solo per le risorse naturali e culturali dell’isola, ma anche per la capacità di sviluppare e valorizzare competenze virtuose. Un percorso che passa, ancora una volta, dalla capacità di misurare e rendere visibile il valore generato.

La sfida D-ESG, dunque, non riguarda più soltanto la conformità, ma rappresenta un vero e proprio fattore strategico per la crescita, l’innovazione e il posizionamento delle imprese nel mercato globale.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *