Trasporti marittimi, la sfida della sostenibilità: tra D-ESG, innovazione e nuovi carburanti

Il settore dei trasporti marittimi è al centro di una trasformazione profonda, spinta da nuove normative ambientali, innovazione tecnologica e strategie industriali sempre più orientate ai criteri D-ESG. Un cambiamento che impatta direttamente sulle modalità operative delle compagnie e sulla sostenibilità complessiva del comparto.

Nel quadro delineato anche dal recente dibattito sul turismo e la transizione sostenibile, si inserisce l’intervento di Pietro Franza, CEO di Caronte & Tourist S.p.A., che ha evidenziato la complessità e l’ampiezza delle sfide in corso.

«Stiamo lavorando moltissimo sull’analisi e sull’assessment dei rischi che le navi affrontano durante le tratte — ha spiegato Franza — ma soprattutto sul risparmio energetico, intervenendo su struttura, motori, consumi e anche sullo studio delle maree».

Un impegno che si traduce in una revisione complessiva delle pratiche operative, includendo anche comportamenti virtuosi e buone pratiche quotidiane: «Spegnere i motori quando si arriva in porto, ad esempio, è parte di un approccio più ampio che punta a ridurre i consumi e migliorare l’efficienza».

Accanto agli interventi tecnici e gestionali, emerge con forza il tema normativo. Le nuove politiche fiscali e ambientali, tra cui i sistemi ETS applicati ai trasporti marittimi, stanno infatti accelerando il cambiamento.

«Siamo in un momento di grande trasformazione anche per effetto delle tasse legate agli ETS — ha aggiunto — che ci costringono a cambiare il tipo di carburante, altrimenti i costi diventano molto elevati».

Da qui la necessità di investire in ricerca e innovazione, con uno sguardo rivolto a soluzioni alternative e sostenibili: «Stiamo studiando nuovi carburanti, come i biocarburanti HVO, ma anche tecnologie future come l’idrogeno o persino soluzioni più avanzate per la propulsione».

Una fase di transizione complessa, che richiede analisi approfondite e visione strategica per evitare rischi operativi e garantire sicurezza ed efficienza: «È un mare magnum — ha concluso Franza — ma è fondamentale studiare le prospettive energetiche per lavorare bene, evitare errori e ridurre i rischi».

In un contesto in rapida evoluzione, il settore marittimo si conferma così uno degli ambiti chiave nella sfida della sostenibilità, chiamato a coniugare innovazione, sicurezza e rispetto dei nuovi standard D-ESG.

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