Medio Oriente, escalation del conflitto: raid su Teheran, Houthi entrano in guerra

Il conflitto in Medio Oriente si allarga e si intensifica. Nelle ultime ore, nuovi bombardamenti hanno colpito Teheran, mentre sul fronte regionale si registra l’ingresso diretto degli Houthi, che per la prima volta hanno attaccato Israele dall’inizio delle ostilità tra Israele e Iran.

Missili e nuovi fronti

Durante la notte, gli Houthi – gruppo sostenuto da Teheran – hanno lanciato un missile verso il territorio israeliano, segnando un ulteriore allargamento del conflitto. L’azione apre un nuovo fronte, aumentando il rischio di una guerra regionale su larga scala.

Intanto, proseguono i raid e le operazioni militari, con un bilancio ancora incerto ma con crescenti timori per un’escalation fuori controllo.

Gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare

Gli Stati Uniti hanno intensificato il dispiegamento militare nella regione. Oltre 3.500 marines sono stati inviati a bordo della nave anfibia USS Tripoli, insieme ad altri 2.000 paracadutisti della Divisione Aviotrasportata.

Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, il conflitto potrebbe concludersi “entro poche settimane”, anche se sul terreno la situazione resta altamente instabile.

Diplomazia in movimento

Sul piano diplomatico, sono attesi colloqui a Islamabad, con il coinvolgimento di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto, nel tentativo di trovare una via d’uscita al conflitto.

Contatti internazionali si moltiplicano: telefonate tra il presidente francese Emmanuel Macron e il leader curdo Nechirvan Barzani, oltre a colloqui tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’omologo armeno Ararat Mirzoyan.

Raid in Libano e vittime tra i giornalisti

Sul fronte libanese, Libano è stato colpito da raid aerei israeliani nel sud del Paese, in particolare nei pressi di Tiro. Le Forze di difesa israeliane hanno emesso nuovi ordini di evacuazione per diverse aree.

Almeno tre giornalisti sono stati uccisi negli attacchi: secondo le autorità israeliane, due di loro sarebbero stati affiliati a Hezbollah.

Proteste e tensioni interne

Nel frattempo, crescono le tensioni anche sul piano interno. In Israele si registrano proteste contro la guerra, con almeno 18 persone fermate. Manifestazioni anche a Beirut, dove si commemorano i giornalisti uccisi nei raid.

Il quadro resta estremamente fluido, con il rischio concreto che il conflitto si estenda ulteriormente coinvolgendo nuovi attori regionali e internazionali.

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