Migliaia di persone sono scese in piazza a Baghdad per protestare contro la guerra nella regione e, in particolare, contro gli attacchi all’Iran. La mobilitazione si è svolta nel cuore della capitale irachena, dove i sostenitori del leader religioso Moqtada al-Sadr hanno organizzato una grande manifestazione.
La protesta si inserisce in un clima di crescente tensione in Medio Oriente, con il conflitto che rischia di allargarsi e coinvolgere sempre più attori regionali e internazionali. I manifestanti hanno espresso forte preoccupazione per l’escalation militare e per le possibili conseguenze sulla stabilità dell’area.
Durante il corteo, molti partecipanti hanno denunciato l’uso di basi militari già impiegate in passato in Iraq per operazioni belliche, sostenendo che le stesse infrastrutture verrebbero oggi utilizzate per condurre attacchi contro l’Iran. Un riferimento che richiama alla memoria conflitti precedenti e alimenta il timore di un ritorno a scenari di guerra su larga scala.
La mobilitazione promossa dai sostenitori di al-Sadr rappresenta anche un segnale politico interno, in un Paese che negli ultimi decenni ha vissuto direttamente le conseguenze di guerre e instabilità. Il messaggio che emerge dalla piazza è chiaro: evitare un’ulteriore escalation e scongiurare un nuovo ciclo di violenze nella regione.
Le proteste di Baghdad si aggiungono ad altre manifestazioni e prese di posizione che stanno emergendo in diversi Paesi, a testimonianza di una crescente preoccupazione globale per l’evoluzione del conflitto.
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