Sostenibilità, la “terza via” delle imprese: 8 aziende su 10 continuano a investire

Le imprese italiane non arretrano sulla sostenibilità, nonostante incertezze normative e tensioni geopolitiche. Anzi, la rafforzano. È quanto emerge dalla ricerca 2026 “La terza via della sostenibilità”, realizzata da iSustainability – Gruppo Digital360, che fotografa un cambio di passo netto nel modo di interpretare gli investimenti green.

Investimenti stabili (e in crescita)

I numeri parlano chiaro:

  • il 77% delle aziende mantiene invariati gli investimenti
  • il 3% li aumenta

In totale, circa 8 imprese su 10 continuano a puntare sulla sostenibilità, senza farsi frenare dal riassetto delle regole ESG europee o dal contesto internazionale.

Da costo a leva strategica

Il dato più significativo riguarda il cambio di mentalità. Oggi il 67% delle imprese considera la sostenibilità una leva competitiva, più del doppio rispetto al 32% dello scorso anno.

Non più un obbligo o un costo da sostenere, ma un elemento che incide direttamente sulle strategie industriali e finanziarie. Il 65% delle aziende, infatti, afferma che le politiche ESG influenzano molte – o tutte – le decisioni aziendali.

I ritorni economici ci sono, ma difficili da misurare

Le imprese iniziano a vedere benefici concreti:

  • riduzione dei costi energetici
  • nuove opportunità di mercato
  • filiere più efficienti e circolari
  • migliore accesso a investitori e finanziamenti

Il problema è un altro: solo il 17% riesce a misurare davvero questi ritorni con strumenti strutturati. Oltre la metà delle aziende, invece, non li quantifica affatto.

Una lacuna che rende più difficile valorizzare gli investimenti e difenderli nelle scelte strategiche.

Il rischio climatico è già realtà

Quasi un’azienda su due (49%) dichiara di aver subito negli ultimi due anni danni legati alla crisi climatica.

Eppure, solo il 31% ha investito in misure di adattamento. Un divario che evidenzia una criticità: la consapevolezza cresce più rapidamente delle azioni concrete.

Il gap tra grandi imprese e PMI

La ricerca mette in luce una frattura netta:

  • le grandi aziende sono più avanzate su sostenibilità, finanza e tecnologia
  • le PMI faticano a tradurre l’interesse in azioni operative

Ad esempio:

  • l’intelligenza artificiale è utilizzata dal 44,8% delle grandi imprese contro il 24,4% delle PMI
  • l’accesso alla finanza sostenibile resta molto più diffuso tra le aziende di maggiori dimensioni

Tra le PMI, uno degli ostacoli principali è la mancanza di competenze tecniche e amministrative.

Dal dire al fare: la sfida aperta

Il quadro che emerge è chiaro: le imprese italiane hanno ormai compreso l’importanza della sostenibilità, ma devono ancora colmare il divario tra strategia e operatività.

La cosiddetta “terza via” – né negazionismo né semplice compliance – passa da un approccio pragmatico: investire, misurare e trasformare la sostenibilità in vantaggio competitivo reale.

La sfida, ora, è proprio questa: passare definitivamente dalle intenzioni ai risultati concreti.

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