Meta taglia fino al 10% dei dipendenti: maxi investimenti sull’intelligenza artificiale

Meta prepara una nuova ondata di licenziamenti mentre accelera sugli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il colosso della Silicon Valley ha avviato un piano di riorganizzazione interna che potrebbe portare al taglio di circa il 10% della forza lavoro, pari a migliaia di dipendenti.

Nel promemoria inviato ai lavoratori, la Chief People Officer Janelle Gale ha spiegato che la decisione è legata alla necessità di rendere l’azienda più efficiente e sostenere i massicci investimenti nel settore dell’IA. “Non si tratta di una scelta facile”, ha scritto, sottolineando l’impatto su dipendenti che hanno contribuito in modo significativo alla crescita dell’azienda.

Licenziamenti e tempistiche

I dipendenti coinvolti saranno informati a partire dal 20 maggio.

Secondo le stime:

  • i tagli riguarderanno circa il 10% dei 79.000 dipendenti
  • includendo altre riduzioni, si potrebbe arrivare fino al 20% entro fine anno
  • il totale dei posti a rischio potrebbe toccare quota 16.000 lavoratori

Per i dipendenti statunitensi è previsto un pacchetto di uscita con:

  • 16 settimane di stipendio base
  • 2 settimane aggiuntive per ogni anno di servizio
  • 18 mesi di copertura sanitaria

La strategia: tutto sull’intelligenza artificiale

Alla base della ristrutturazione c’è la nuova strategia tecnologica di Meta, sempre più orientata verso lo sviluppo dell’IA.

L’obiettivo dichiarato è costruire una “superintelligenza personale”, capace di:

  • comprendere interessi e comportamenti degli utenti
  • analizzare relazioni e contenuti
  • offrire esperienze altamente personalizzate sulle piattaforme

Per raggiungere questi traguardi, Meta prevede investimenti enormi:

  • tra 115 e 135 miliardi di dollari nel 2026
  • quasi il doppio rispetto ai 72 miliardi del 2025

La maggior parte delle risorse sarà destinata a:

  • data center
  • GPU
  • infrastrutture di rete

Un settore in trasformazione

La scelta di Meta si inserisce in una tendenza più ampia nel settore tecnologico, dove le grandi aziende stanno ridisegnando organici e strategie per puntare sull’intelligenza artificiale.

Un cambiamento che promette innovazione, ma che nel breve periodo continua a tradursi in tagli e riorganizzazioni profonde del lavoro.

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