“Le sfide Cyber del 2026”: Gabriele Ferrieri, “Cybersecurity e AI elementi fondamentali per proteggere infrastrutture critiche”

Roma – Dalla sicurezza delle supply chain digitali agli attacchi basati sull’identità: è questo il perimetro, sempre più fluido, in cui si gioca la sfida della cybersicurezza nel 2026. Se n’è discusso oggi al Senato della Repubblica, nella Sala Caduti di Nassiriya, nel corso della conferenza “Le sfide Cyber del 2026: il panorama delle minacce a partire dalla AI Supply Chain fino al modello Identity-First Intrusion”.

L’iniziativa, promossa dal senatore Francesco Silvestro e co-organizzata da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, ha riunito istituzioni, aziende e operatori del settore per un confronto su rischi emergenti e strategie di difesa.

Un ecosistema senza perimetri

Il quadro che emerge è quello di un ecosistema digitale sempre più interconnesso, dove i confini tradizionali della sicurezza risultano ormai superati. Cloud, mobilità e integrazione tra sistemi hanno ampliato la superficie di attacco, rendendo vulnerabili non solo le infrastrutture ma anche le relazioni di fiducia tra utenti e organizzazioni.

Nel corso dell’evento, Gabriele Ferrieri ha sottolineato come il tema della cybersecurity sia ormai centrale nel dibattito sull’innovazione:

«Innovazione, intelligenza artificiale e cybersecurity sono oggi strettamente connesse. Questo momento di confronto serve a ribadire l’importanza della sicurezza del dato digitale e della supply chain, elementi fondamentali per proteggere infrastrutture critiche e valorizzare gli investimenti».

Ferrieri ha evidenziato anche il valore del dialogo istituzionale e del partenariato pubblico-privato, definendolo “fondamentale per vincere questa sfida”, soprattutto in un contesto in cui la minaccia evolve con rapidità crescente.

AI e identità digitale: i nuovi fronti del rischio

Tra i temi centrali dell’incontro, la cosiddetta AI Supply Chain, ovvero l’insieme dei processi e delle tecnologie che alimentano i sistemi di intelligenza artificiale. Un ambito sempre più strategico ma anche esposto a vulnerabilità.

Accanto a questo, cresce il fenomeno degli attacchi “Identity-First”, che colpiscono direttamente le identità digitali per infiltrarsi nei sistemi. Un cambio di paradigma che, come sottolineato da Andrea Monti, impone un ripensamento delle difese:

«Gli attacchi oggi colpiscono l’identità e le relazioni di fiducia. Servono modelli di sicurezza evoluti, che combinino competenze umane e intelligenza artificiale».

Sulla stessa linea anche Valerio Visconti, che ha posto l’accento sull’integrazione tra IT e OT e sull’impatto sistemico degli attacchi, mentre Davide Scatto ha evidenziato la fine del concetto di perimetro tradizionale.

Dati e cooperazione: la chiave della resilienza

Nel corso della conferenza sono stati presentati anche i dati dell’Osservatorio sulla cybersecurity promosso da Tinexta Cyber in collaborazione con SentinelOne, che evidenziano un aumento significativo degli attacchi alla supply chain digitale nel 2026.

Un trend che rafforza la necessità di una risposta coordinata. Dalla Polizia Postale all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, passando per AGID e il mondo delle imprese, il messaggio condiviso è chiaro: la sicurezza non può più essere affrontata in modo isolato.

Una sfida sistemica

L’evento si conferma così come un momento strategico per fare il punto sullo stato dell’arte della cybersicurezza in Italia. In uno scenario in cui l’intelligenza artificiale accelera tanto le opportunità quanto i rischi, la capacità di costruire resilienza diventa una priorità nazionale.

E, come ribadito da Ferrieri, la partita si gioca su più livelli: innovazione, investimenti e soprattutto collaborazione. Perché la sicurezza del sistema Paese passa, sempre più, dalla sicurezza delle sue reti digitali.

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