Incendio a Crans-Montana, l’Italia chiede i danni: “Almeno 300mila euro”

La Italia entra formalmente nel procedimento penale per il rogo avvenuto il 1° gennaio a Crans-Montana. Lo Stato ha infatti chiesto di costituirsi parte civile nell’inchiesta aperta dalle autorità del Canton Vallese, avanzando una richiesta di risarcimento di almeno 300mila euro.

La richiesta di Roma

L’istanza è stata presentata il 29 aprile tramite l’avvocato ginevrino Romain Jordan, già impegnato nella difesa di alcune famiglie delle vittime. La mossa punta a ottenere il riconoscimento dei costi sostenuti dallo Stato italiano a seguito della tragedia.

Nel devastante incendio hanno perso la vita sei cittadini italiani, mentre altre quattordici persone sono rimaste gravemente ferite.

Le spese sostenute

Nel dossier depositato vengono elencati i principali costi affrontati dall’Italia per la gestione dell’emergenza e il supporto ai connazionali coinvolti:

  • circa 45mila euro per assistenza psicologica e operativa;
  • 70mila euro per il trasferimento dei feriti;
  • 120mila euro per il rimpatrio delle salme e il supporto alle famiglie.

Una cifra che rappresenta solo una prima stima, legata alle spese della protezione civile. Restano infatti esclusi altri costi sanitari e amministrativi sostenuti da regioni e strutture pubbliche.

“Danno diretto allo Stato”

Secondo la linea difensiva, lo Stato italiano avrebbe subito un danno patrimoniale diretto, legato agli interventi straordinari messi in campo dopo l’incendio.

Una posizione che apre un fronte giuridico rilevante: non solo il risarcimento alle vittime e ai familiari, ma anche il riconoscimento dei costi sostenuti da uno Stato estero in un procedimento penale internazionale.

La decisione attesa

Ora la parola passa alle autorità giudiziarie svizzere, in particolare alle procuratrici del Vallese, che dovranno stabilire se accogliere la richiesta italiana di costituzione di parte civile.

Una decisione che potrebbe avere effetti importanti sia sul piano giudiziario sia su quello diplomatico, in un caso che resta ancora aperto e carico di conseguenze per le famiglie coinvolte.

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