Rider e trasparenza, l’Antitrust indaga su Glovo e Deliveroo: “Possibili messaggi ingannevoli”

Nuovo fronte aperto nel settore del food delivery. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due istruttorie nei confronti delle società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e di Deliveroo Italy per presunte pratiche scorrette legate alla comunicazione aziendale.

Nel mirino etica e responsabilità sociale

Secondo quanto emerge dalla nota ufficiale, le aziende avrebbero presentato ai consumatori un’immagine non corrispondente alla realtà, soprattutto per quanto riguarda:

  • il rispetto degli standard etici;
  • la responsabilità sociale verso i rider;
  • le condizioni di lavoro e la gestione operativa.

Le criticità riguarderebbero anche il funzionamento degli algoritmi utilizzati per organizzare le consegne e il rapporto con i lavoratori.

Ispezioni nelle sedi italiane

L’istruttoria è già entrata nella fase operativa. I funzionari dell’Autorità, con il supporto della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni nelle sedi di:

  • Foodinho S.r.l.;
  • Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l.;
  • Deliveroo Italy S.r.l.

Un passaggio che segnala la rilevanza dell’indagine e la volontà di acquisire documentazione diretta.

Il nodo rider

Al centro dell’attenzione c’è ancora una volta la figura dei rider, già oggetto di numerosi dibattiti negli ultimi anni. L’Antitrust intende verificare se le dichiarazioni pubbliche delle piattaforme – spesso presenti nei codici etici e nelle sezioni “chi siamo” – siano coerenti con le condizioni reali di lavoro.

La risposta delle aziende

Da parte delle società coinvolte arriva una linea comune: collaborazione e fiducia nella correttezza del proprio operato. In una nota, le aziende hanno sottolineato:

  • piena disponibilità a cooperare con l’Autorità;
  • trasparenza nei rapporti con le istituzioni;
  • impegno a sostenere rider, commercianti e consumatori.

Le piattaforme si dicono convinte della legittimità delle proprie pratiche.

Un’indagine che può fare scuola

L’esito dell’istruttoria potrebbe avere conseguenze rilevanti per l’intero settore del delivery in Italia. Non solo sul piano delle eventuali sanzioni, ma anche per la definizione di nuovi standard di trasparenza e comunicazione.

In gioco c’è un tema centrale: quanto le grandi piattaforme digitali siano realmente allineate, nei fatti, ai valori che dichiarano pubblicamente.

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