La nuova Ferrari elettrica fa discutere ancora prima di arrivare sulle strade. La “Luce”, primo modello full electric della casa di Maranello, ha acceso il dibattito nel mondo dell’automotive per un design completamente rivoluzionario rispetto alla tradizione del Cavallino Rampante. Linee minimaliste, forme levigate e uno stile lontano dalle Ferrari del passato hanno spiazzato appassionati, addetti ai lavori e anche alcuni storici protagonisti dell’azienda.
Tra le voci più critiche c’è quella di Luca Cordero di Montezemolo, che non ha nascosto il proprio disappunto: secondo l’ex presidente, il rischio sarebbe quello di “distruggere un mito”. Duro anche il commento di Carlo Calenda, ex dirigente Ferrari, che ha definito il progetto “un insulto” per chi ha lavorato nella storica azienda emiliana. Ironico invece Flavio Briatore, che ha scherzato sul fatto che “nessuno la copierà”.
Le reazioni non arrivano soltanto dall’Italia. Il Financial Times parla di un design “polarizzante”, mentre la rivista francese Automobile Propre sottolinea come i puristi del marchio possano faticare ad accettare una Ferrari così distante dall’immaginario tradizionale.
Dietro il progetto c’è però una scelta ben precisa. Per la prima volta Ferrari ha affidato una parte centrale dello sviluppo stilistico a LoveFrom, collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson. Ive è considerato il “padre” del design di molti prodotti Apple, dall’iPhone al MacBook, e proprio questa impronta tecnologica e minimalista è evidente nella nuova vettura.
La stessa Ferrari ha spiegato che l’obiettivo era dare ai designer la massima libertà creativa per sviluppare un’auto “disruptive”, capace di rompere gli schemi del tradizionale car design. Una scelta definita “coraggiosa” dal presidente John Elkann, che ha difeso il progetto anche dopo il calo registrato in Borsa, dove il titolo Ferrari ha perso oltre l’8% nelle ore successive alla presentazione.
Per Elkann, la priorità non era realizzare “la Ferrari più bella”, ma la più performante possibile dal punto di vista tecnologico e funzionale. Il design, quindi, sarebbe stato messo al servizio dell’efficienza e dell’innovazione.
L’obiettivo dichiarato dalla casa di Maranello è anche quello di conquistare una nuova fascia di clienti, avvicinando al marchio persone che in passato non avrebbero mai pensato di acquistare una Ferrari. Una strategia che punta a traghettare il Cavallino Rampante nell’era elettrica, pur rischiando di scontentare una parte degli storici appassionati.
Di certo, la Luce è già riuscita in una cosa: far parlare di sé come poche altre Ferrari degli ultimi anni.
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