L’intelligenza artificiale sarà uno dei fattori determinanti per il futuro economico dell’Europa e dell’Italia. È questo il messaggio centrale lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle sue Considerazioni generali, un intervento che richiama la necessità di accelerare sull’innovazione per evitare che il continente resti schiacciato nella competizione globale tra Stati Uniti e Cina.
Secondo Panetta, l’invecchiamento della popolazione rende indispensabile aumentare la produttività di lavoratori e imprese. In questo scenario, l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma richiede investimenti, formazione e una strategia pubblica capace di accompagnare la trasformazione tecnologica.
Il governatore ha evidenziato come l’IA stia già modificando profondamente il modo di produrre, lavorare e prendere decisioni. Una rivoluzione che procede più rapidamente rispetto alle precedenti innovazioni tecnologiche e che vede oggi una forte concentrazione del potere tecnologico nelle mani di poche grandi aziende statunitensi, mentre la Cina continua a ridurre il divario e l’Europa resta in ritardo.
Per Panetta, la vera sfida sarà garantire che i benefici dell’intelligenza artificiale siano diffusi e non concentrati esclusivamente tra chi possiede competenze elevate. Per questo motivo diventa fondamentale investire nella formazione, rafforzare il capitale umano e aumentare il numero di laureati, soprattutto nelle discipline tecnico-scientifiche.
Nel suo intervento il governatore ha affrontato anche il quadro economico internazionale, segnato dalle tensioni geopolitiche, dalle guerre commerciali e dall’incertezza sui mercati energetici. I dazi introdotti dagli Stati Uniti, ha osservato, non hanno prodotto i risultati sperati sul riequilibrio commerciale e hanno finito per gravare soprattutto su consumatori e imprese americane.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione europea. Le prospettive di crescita dell’Eurozona restano deboli e l’Europa continua a scontare ritardi negli investimenti strategici, soprattutto nei settori tecnologici ad alto valore aggiunto. Per questo Panetta ha ribadito la necessità di un mercato dei capitali più integrato e di strumenti comuni in grado di finanziare innovazione e competitività.
Guardando all’Italia, il governatore ha riconosciuto la resilienza mostrata dall’economia negli ultimi anni, sostenuta dagli investimenti del PNRR, dall’export e dall’occupazione. Tuttavia, ha avvertito che le prospettive future richiedono un deciso cambio di passo sul fronte della produttività.
Attualmente circa il 30% delle imprese italiane utilizza strumenti di intelligenza artificiale, ma solo una quota limitata ne fa un uso intensivo. Una diffusione più ampia potrebbe generare un significativo aumento della produttività e contribuire a rilanciare la crescita economica del Paese.
Panetta ha inoltre richiamato l’attenzione sul problema della fuga dei giovani talenti e sul numero ancora elevato di Neet. Secondo il governatore, un Paese innovativo deve essere in grado di valorizzare le competenze, premiare il merito e creare opportunità per le nuove generazioni.
“La capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani sarà il criterio ultimo del successo”, ha sottolineato, indicando nell’innovazione tecnologica e nell’intelligenza artificiale una delle principali leve per costruire la competitività dell’Italia nei prossimi anni.
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