MILANO – Banco Bpm rompe gli indugi e apre ufficialmente a una possibile integrazione con Banca Monte dei Paschi di Siena. Il consiglio di amministrazione guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha approvato all’unanimità l’invio di una comunicazione formale a Mps per avviare un confronto finalizzato a valutare una possibile aggregazione tra i due istituti.
L’operazione, secondo Banco Bpm, potrebbe essere realizzata attraverso la formula del “merger of equals”, una fusione tra pari che consentirebbe di preservare identità, marchi e radicamento territoriale delle due banche, allineando gli interessi degli azionisti attorno a un progetto industriale condiviso.
Nasce il secondo polo bancario italiano
Se l’operazione dovesse andare in porto, nascerebbe il secondo gruppo bancario italiano per impieghi alla clientela e raccolta, alle spalle di Intesa Sanpaolo.
La nuova realtà potrebbe contare su una capitalizzazione di mercato superiore ai 50 miliardi di euro e su un coefficiente patrimoniale Cet1 fully loaded intorno al 15%, con una crescita dell’utile per azione stimata oltre il 10%.
Secondo Banco Bpm, il progetto permetterebbe inoltre di valorizzare la forte complementarità geografica tra i due gruppi, particolarmente presenti in Lombardia, Veneto e Toscana.
Sinergie per oltre un miliardo di euro
L’istituto stima sinergie complessive superiori a 1,1 miliardi di euro lordi all’anno.
Di queste, oltre 650 milioni deriverebbero da efficienze di costo, mentre circa 450 milioni arriverebbero dall’incremento dei ricavi.
Nel dettaglio, circa 250 milioni sarebbero legati allo sviluppo commerciale delle reti bancarie, mentre altri 200 milioni deriverebbero dall’integrazione e dall’ottimizzazione delle attività specialistiche e delle fabbriche prodotto.
La creazione di valore complessiva dell’operazione viene stimata in almeno 5,5 miliardi di euro, al netto di costi di integrazione pari a circa 1,1 miliardi.
La contromossa di Intesa Sanpaolo
L’iniziativa di Banco Bpm si inserisce nel più ampio scenario del cosiddetto risiko bancario italiano.
Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, infatti, Intesa Sanpaolo starebbe valutando insieme a Bper una possibile operazione alternativa su Monte dei Paschi.
L’ipotesi allo studio prevederebbe che Bper acquisisca le attività bancarie di Mps, mentre Intesa potrebbe rilevare Mediobanca e la partecipazione detenuta da Piazzetta Cuccia in Generali.
Una mossa che, se confermata, aprirebbe un nuovo capitolo nella partita per il consolidamento del sistema bancario italiano.
Governance e ruolo degli azionisti
Sul fronte della governance, Banco Bpm propone una struttura equilibrata che garantisca rappresentanza a entrambe le realtà coinvolte, mantenendo sedi storiche e presenza territoriale.
Tra gli aspetti da valutare vi è anche il ruolo di Crédit Agricole, già azionista rilevante di Banco Bpm e potenzialmente destinato a diventare uno dei principali soci del nuovo gruppo.
Non è escluso inoltre che l’operazione possa richiedere un confronto con il Governo sul tema del Golden Power, lo strumento che consente all’esecutivo di intervenire nelle operazioni che coinvolgono asset strategici per il Paese.
Il futuro del sistema bancario
Con questa proposta Banco Bpm punta ad accelerare il processo di consolidamento del settore creditizio nazionale, in un contesto caratterizzato da crescente competizione, trasformazione digitale e necessità di rafforzare la redditività.
Ora la palla passa a Monte dei Paschi di Siena, chiamata a valutare l’interesse industriale dell’operazione e ad aprire eventualmente un tavolo di confronto per definire tempi e modalità di una delle possibili fusioni più importanti degli ultimi anni nel panorama bancario italiano.
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