LONDRA – Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina continua senza segnali concreti di una svolta diplomatica, i principali leader europei si preparano a rilanciare il coordinamento politico e militare a sostegno di Kiev. Questa sera a Downing Street il primo ministro britannico Keir Starmer ospiterà il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per un vertice dedicato alla guerra e alla sicurezza del continente.
L’incontro arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dal rifiuto del presidente russo Vladimir Putin di accettare un faccia a faccia con Zelensky e dall’assenza di prospettive immediate per un cessate il fuoco.
L’Europa non sarà mediatrice
Su un punto sembrano concordare sia Mosca sia le capitali europee: l’Europa non può svolgere il ruolo di mediatore neutrale nel conflitto.
Da Parigi ribadiscono infatti che i Paesi europei hanno scelto chiaramente di sostenere l’Ucraina e continueranno a farlo. Una posizione che esclude una funzione di arbitrato tra le parti, ma non quella di protagonista nei futuri negoziati.
Secondo Macron, proprio il sostegno economico, militare e finanziario garantito dall’Europa negli ultimi anni legittima la presenza dei partner europei al tavolo di qualsiasi futura trattativa di pace.
Il vertice di Londra
L’appuntamento londinese rappresenta soprattutto un’occasione per consolidare l’asse tra Regno Unito, Francia e Germania, i tre principali attori europei sul dossier ucraino.
Da una parte ci sono le due potenze nucleari del continente, Londra e Parigi; dall’altra la Germania, impegnata nel più importante programma di riarmo convenzionale degli ultimi decenni.
La riunione servirà anche a preparare il prossimo vertice della Coalizione dei Volenterosi, previsto a Parigi il 13 e 14 luglio in occasione delle celebrazioni della festa nazionale francese.
Macron punta sull’autonomia europea
Per il presidente francese l’appuntamento di luglio avrà un valore particolarmente simbolico. Sarà infatti una delle ultime grandi celebrazioni militari organizzate sotto la sua presidenza prima della conclusione del mandato nel 2027.
L’obiettivo dell’Eliseo è mostrare come la guerra in Ucraina abbia contribuito ad accelerare la costruzione di una maggiore autonomia strategica europea, impensabile fino a pochi anni fa.
Nonostante la Coalizione dei Volenterosi non sia riuscita a ottenere un cessate il fuoco o a creare le condizioni per un dispiegamento internazionale di garanzia, Parigi ritiene che il progetto abbia rafforzato il peso politico dell’Europa sulla scena internazionale.
Il messaggio degli Stati Uniti
Anche dagli Stati Uniti arrivano segnali che vanno nella stessa direzione.
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha infatti ribadito la necessità che l’Europa assuma maggiori responsabilità nella propria sicurezza, sottolineando che la pace può essere garantita soltanto attraverso una capacità di deterrenza credibile.
Nel corso delle commemorazioni dello sbarco in Normandia, Hegseth ha inoltre richiamato l’attenzione sulle sfide legate all’immigrazione e alla sicurezza delle frontiere europee, invitando i governi del continente a rafforzare il controllo dei flussi migratori.
La pace resta lontana
Nonostante il rafforzamento del coordinamento europeo, la prospettiva di una soluzione diplomatica appare ancora distante.
Il mancato incontro tra Putin e Zelensky continua infatti a rappresentare uno dei principali ostacoli all’avvio di un vero processo negoziale, mentre sul terreno il conflitto prosegue senza segnali concreti di de-escalation.
Per il momento, il vertice di Londra punta soprattutto a confermare il sostegno occidentale all’Ucraina e a consolidare il ruolo che l’Europa intende giocare nel futuro assetto della sicurezza continentale.
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