Il fenomeno climatico di El Niño è ufficialmente tornato. A confermarlo è il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) degli Stati Uniti, secondo cui esiste il 63% di probabilità che l’evento in corso possa diventare uno dei più intensi registrati dal 1950.
Già all’inizio di giugno l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) aveva indicato una probabilità dell’80% che il fenomeno si sviluppasse entro settembre. Un evento che preoccupa la comunità scientifica internazionale per le possibili ripercussioni sul clima globale.
«El Niño getterà benzina sul fuoco di un mondo che si sta già riscaldando», aveva dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, sottolineando come il precedente episodio del 2023-2024 abbia contribuito a rendere il 2024 uno degli anni più caldi mai registrati.
Cos’è El Niño
El Niño è un fenomeno climatico periodico caratterizzato dal riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico orientale, lungo le coste del Sud America. Il nome, che in spagnolo significa “Gesù Bambino”, fu attribuito dai pescatori peruviani perché il fenomeno tendeva a manifestarsi nel periodo natalizio.
Gli scienziati considerano El Niño attivo quando la temperatura superficiale del Pacifico orientale supera di almeno 0,5 gradi centigradi la media stagionale per tre mesi consecutivi. Il fenomeno è legato a un’alterazione dei venti alisei che normalmente soffiano da est verso ovest lungo l’equatore.
Quali conseguenze può avere
Gli effetti di El Niño variano a seconda delle aree geografiche. In alcune regioni del mondo provoca siccità prolungate, mentre in altre favorisce precipitazioni intense e fenomeni meteorologici estremi.
Tra le aree maggiormente esposte alla siccità figurano l’Amazzonia, l’Australia e il Sud-Est asiatico. Al contrario, in zone come l’Africa centrale, la Cina e il sud degli Stati Uniti si registra generalmente un aumento delle piogge.
Anche l’Europa potrebbe risentirne. Sebbene il collegamento sia meno diretto rispetto ad altre aree del pianeta, gli esperti evidenziano che El Niño può amplificare gli effetti del cambiamento climatico, favorendo ondate di calore più intense e persistenti.
Possibili effetti sull’Italia
Secondo gli studiosi, il ritorno di El Niño potrebbe tradursi in estati particolarmente calde anche nel bacino del Mediterraneo. L’Italia potrebbe quindi fare i conti con temperature superiori alla media, periodi prolungati di caldo estremo e una maggiore frequenza di eventi meteorologici intensi.
Il fenomeno rappresenta dunque un ulteriore elemento di pressione su un clima già segnato dagli effetti del riscaldamento globale.
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