“Dall’AI come strumento all’infrastruttura di fiducia”, Iezzi (Zenita Group): «Con l’intelligenza artificiale agentica cambia il paradigma della cybersecurity»

ROMA – L’avvento dell’intelligenza artificiale agentica sta ridefinendo profondamente il concetto di sicurezza informatica, imponendo un cambio di paradigma nella protezione delle infrastrutture digitali. È questo il tema al centro dell’intervento di Pierguido Iezzi, Direttore Cyber Security di Zenita Group, durante la conferenza stampa “Dall’AI come strumento all’infrastruttura di fiducia. Competitività, controllo e sicurezza nell’era degli agenti intelligenti”, ospitata presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dell’industria per confrontarsi sulle sfide poste dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione agli aspetti legati alla cybersicurezza, alla governance e alla resilienza delle infrastrutture digitali.

Nel suo intervento, Iezzi ha evidenziato come l’intelligenza artificiale non rappresenti più soltanto uno strumento di supporto, ma stia entrando direttamente nei processi operativi attraverso i cosiddetti agenti intelligenti.

«Viviamo oggi un mondo di trasformazione in cui l’intelligenza artificiale entra direttamente all’interno dei processi con quella che si chiama intelligenza artificiale agentica.»

Secondo il Direttore Cyber Security di Zenita Group, questa evoluzione comporta una profonda revisione dei modelli tradizionali di controllo e protezione delle infrastrutture informatiche.

«Questo comporta una rivoluzione dell’attività di controllo e soprattutto di sicurezza. Una sicurezza basata su un concetto deterministico si trasforma in una sicurezza di tipo probabilistico.»

Iezzi ha spiegato come, nell’attuale scenario tecnologico, non sia più possibile avere la certezza assoluta dell’assenza di minacce informatiche, rendendo necessario un approccio fondato sulla gestione del rischio e sulla capacità di adattamento.

«Con gli strumenti attuali è impossibile avere la certezza della presenza o meno di un attore malevolo o di un’azione che potrebbe compromettere un’infrastruttura.»

Una trasformazione che, secondo l’esperto, modifica radicalmente il concetto stesso di cybersecurity e impone alle organizzazioni un nuovo modo di affrontare la sicurezza digitale.

«Cambia direttamente il concetto di sicurezza e ci troviamo di fronte a una nuova sfida che dobbiamo affrontare.»

L’intervento di Iezzi ha contribuito ad approfondire uno dei temi centrali della conferenza: la necessità di costruire infrastrutture digitali sempre più affidabili, resilienti e capaci di coniugare innovazione, competitività e protezione in un contesto caratterizzato dalla rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale.

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