Screenshot

Zelensky: “Servono 300 Patriot entro l’inverno”. Trump apre alla produzione su licenza

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a chiedere un rafforzamento urgente della difesa aerea del Paese. Durante la visita negli Stati Uniti, il leader di Kiev ha dichiarato di aver ottenuto dal presidente americano Donald Trump la disponibilità a concedere le licenze per la produzione dei sistemi missilistici Patriot, ritenuti fondamentali per proteggere le infrastrutture energetiche ucraine dagli attacchi russi.

L’incontro tra i due leader si è svolto alla Casa Bianca e, secondo Zelensky, si è concluso con esito positivo.

Kiev chiede 300 sistemi Patriot

In un’intervista rilasciata ad Axios, Zelensky ha spiegato di aver richiesto un “pacchetto invernale” di emergenza composto da 300 intercettori Patriot da rendere disponibili entro l’inverno.

Il presidente ucraino ha sottolineato che il Paese ha bisogno di rafforzare la propria capacità difensiva nel più breve tempo possibile, soprattutto in vista dei possibili nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche.

Secondo quanto riferito, Trump avrebbe dato il via libera alla concessione delle licenze necessarie per avviare la produzione, anche se la realizzazione di grandi quantitativi di missili richiederà tempi tecnici che potrebbero variare da uno a cinque anni.

Incontro con Lockheed Martin

Nel corso della visita negli Stati Uniti, Zelensky ha incontrato anche i rappresentanti di Lockheed Martin, azienda produttrice dei sistemi Patriot, oltre ad altri importanti operatori dell’industria della difesa americana.

L’obiettivo è sviluppare una collaborazione industriale che consenta di accelerare la produzione e aumentare la capacità di difesa dell’Ucraina attraverso programmi di coproduzione e trasferimento tecnologico.

Kiev cambia strategia con i droni

Intanto, secondo il Financial Times, l’Ucraina avrebbe modificato la propria strategia negli attacchi con droni a lungo raggio contro il territorio russo.

Le operazioni sarebbero ora concentrate su infrastrutture energetiche e componenti strategici particolarmente difficili da sostituire, con l’obiettivo di compromettere il funzionamento dell’intera rete anziché colpire indiscriminatamente depositi o raffinerie.

Gli attacchi, pianificati con il supporto di esperti tecnici e ingegneri, prevederebbero anche obiettivi alternativi nel caso in cui quelli principali risultassero irraggiungibili.

Proseguono gli scontri

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato l’Occidente di voler imporre un ultimatum a Mosca e di puntare a indebolire la Federazione Russa attraverso il sostegno militare all’Ucraina.

Nel frattempo, Zelensky ha ribadito che la pressione militare su obiettivi russi continuerà, sostenendo che il costo della guerra per Mosca debba aumentare progressivamente per favorire una conclusione del conflitto.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *