Delitto di via Poma, analizzati i Dna di otto persone mai indagate: nessuna corrispondenza

Proseguono le indagini sul delitto di via Poma, uno dei casi di cronaca nera più noti e irrisolti d’Italia. Nell’ambito della nuova inchiesta aperta dalla Procura di Roma, sono stati analizzati i profili genetici di otto persone mai indagate in precedenza, ma gli accertamenti non hanno portato a nuovi sviluppi.

Secondo quanto emerso, gli esami del Dna sono stati effettuati nel mese di giugno e hanno dato tutti esito negativo.

Analizzati i profili di otto professionisti

Gli accertamenti tecnici hanno riguardato il Dna di cinque donne e tre uomini, professionisti che all’epoca dell’omicidio risiedevano nello stabile di via Carlo Poma o erano ritenuti particolarmente vicini a chi lavorava negli uffici dove Simonetta Cesaroni fu uccisa il 7 agosto 1990.

I campioni genetici sono stati confrontati con le tracce biologiche repertate sulla scena del delitto, senza riscontrare alcuna compatibilità.

Il confronto con i reperti

L’attività investigativa, affidata ai Carabinieri del RIS come accertamento tecnico irripetibile, ha interessato in particolare le tracce isolate sugli indumenti della vittima, tra cui il corpetto, il reggiseno e i calzini, conservati fin dall’epoca dell’omicidio.

L’obiettivo era verificare se le moderne tecniche di analisi del Dna potessero fornire nuovi elementi utili all’identificazione dell’assassino.

L’inchiesta resta aperta

Il fascicolo è tuttora contro ignoti.

A dicembre 2024 il giudice per le indagini preliminari aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma, disponendo ulteriori approfondimenti investigativi, tra cui nuove analisi genetiche, il riesame del materiale fotografico e l’audizione di ulteriori testimoni.

Da oltre un anno e mezzo i Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Lia, stanno riesaminando atti, reperti e testimonianze nel tentativo di fare luce su un caso che, a distanza di quasi 36 anni, continua a non avere un colpevole.

Un caso ancora senza risposta

Simonetta Cesaroni, 20 anni, fu trovata senza vita negli uffici di via Carlo Poma 2, nel quartiere Prati di Roma, dove lavorava come segretaria. La giovane era stata uccisa con 29 coltellate.

Nonostante decenni di indagini, processi e nuovi accertamenti scientifici, il delitto di via Poma resta uno dei grandi misteri della cronaca italiana.

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