Perù, tragedia nei cieli di Nazca: sette italiani tra le 13 vittime del disastro aereo

Un volo turistico si schianta poco dopo il decollo: nessun superstite. Indagini in corso sulle cause dell’incidente

Si aggrava il bilancio del drammatico incidente aereo avvenuto nel sud del Perù, dove un piccolo velivolo turistico è precipitato causando la morte di tutte le 13 persone a bordo. Tra le vittime figurano sette cittadini italiani, oltre a due spagnoli, due tedeschi e i due piloti peruviani.

L’aereo, un Cessna Grand Caravan C-208 della compagnia Aerodiana, era partito dall’aeroporto di Pisco con destinazione Nazca per un volo panoramico destinato ad ammirare le celebri Linee di Nazca, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Pochi minuti dopo il decollo, però, il velivolo ha interrotto le comunicazioni con la torre di controllo.

Le prime ricostruzioni: segnalati problemi tecnici

Secondo quanto riferito dal ministro peruviano del Commercio Estero e del Turismo, Rogers Valencia, prima dello schianto l’equipaggio avrebbe comunicato alla torre di controllo la presenza di un problema meccanico.

Subito dopo la segnalazione il contatto radio si è interrotto e l’aereo ha perso rapidamente quota, precipitando in un’area agricola nei pressi dell’aeroporto María Reiche, dove avrebbe dovuto atterrare.

L’impatto è stato devastante: il velivolo ha preso fuoco immediatamente dopo lo schianto, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di soccorso.

Identificazione delle vittime: serviranno diversi giorni

Le salme sono state trasferite presso l’Istituto di Medicina Legale di Ica, dove sono iniziate le procedure di identificazione.

Il direttore nazionale dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi, Rubén Brizuela Powsang, ha spiegato che il riconoscimento dei corpi potrebbe richiedere due o tre giorni, a causa delle condizioni in cui sono stati recuperati.

Otto specialisti forensi stanno lavorando in collaborazione con i consolati di Italia, Spagna e Germania. Per facilitare le identificazioni saranno utilizzate anche le cartelle odontoiatriche fornite dalle autorità consolari dei Paesi d’origine delle vittime.

Il Perù sospende i voli della compagnia Aerodiana

In attesa di chiarire le responsabilità dell’incidente, il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Perù ha disposto la sospensione temporanea delle attività della compagnia Aerodiana.

Lo stop rimarrà in vigore fino al termine delle verifiche tecniche e amministrative, con l’obiettivo di accertare il rispetto delle norme sulla sicurezza del volo, delle procedure operative e dei requisiti previsti dalla normativa aeronautica.

Parallelamente, la Commissione investigativa sugli incidenti aerei sta esaminando il relitto del velivolo, i dati di volo e ogni elemento utile per ricostruire con precisione la dinamica della tragedia.

Il cordoglio della compagnia aerea

Aerodiana ha espresso profondo cordoglio per la perdita dei passeggeri e dell’equipaggio, assicurando la massima collaborazione con le autorità incaricate delle indagini.

La compagnia ha inoltre comunicato che rivedrà il proprio programma operativo seguendo le indicazioni delle autorità competenti. Nella nota ufficiale ricorda di operare da 18 anni nel settore dei voli turistici e sostiene che i propri aeromobili vengano sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche ogni 100 ore di volo.

Seregno sotto shock: tra le vittime un’intera famiglia

Tra i sette italiani deceduti c’è anche una famiglia di Seregno, in provincia di Monza e Brianza.

Nell’incidente hanno perso la vita Massimo Angelucci, imprenditore 58enne titolare della Icma Tecno di Lissone, la moglie Elena Sala, anch’essa impegnata nella gestione dell’azienda di famiglia, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni, laureato da poco al Politecnico di Milano.

La notizia ha profondamente colpito la comunità brianzola. Il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, ha espresso vicinanza ai familiari, definendo la tragedia un evento che ha sconvolto l’intera città e assicurando il pieno sostegno dell’amministrazione comunale.

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