Giornalista, scrittrice e attivista, è stata una delle figure simbolo del movimento femminista statunitense tra gli anni Sessanta e Settanta. Fondatrice di “Ms.”, ha dedicato oltre mezzo secolo alle battaglie per i diritti e l’uguaglianza delle donne.
È morta a 92 anni Gloria Steinem, giornalista, scrittrice e attivista statunitense considerata una delle figure più influenti della storia del femminismo contemporaneo. Si è spenta il 2 settembre nella sua casa di New York, circondata dalle persone a lei più care.
La notizia della scomparsa è stata comunicata attraverso i suoi canali ufficiali e quelli della sua fondazione. Steinem ha continuato fino agli ultimi anni della sua vita a impegnarsi pubblicamente per l’uguaglianza e i diritti delle donne.
Una vita dedicata ai diritti delle donne
Nata il 25 marzo 1934 a Toledo, in Ohio, Gloria Steinem divenne tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta uno dei volti più riconoscibili della cosiddetta seconda ondata del femminismo americano.
Giornalista prima ancora che attivista, raggiunse una grande notorietà nel 1963 grazie a un’inchiesta realizzata sotto copertura sul mondo delle Playboy Bunny. Il reportage contribuì a far conoscere il suo nome al grande pubblico, anche se ebbe ripercussioni sulla sua carriera giornalistica.
Negli anni successivi il suo impegno si concentrò sempre più sulle battaglie per la parità di genere, i diritti riproduttivi, la lotta alle discriminazioni sul lavoro e il contrasto alla violenza contro le donne.
La nascita di “Ms.” e l’impegno politico
Nel 1972 Steinem contribuì alla nascita di “Ms.”, rivista destinata a diventare un punto di riferimento del movimento femminista americano e uno spazio editoriale nel quale affrontare apertamente questioni che per lungo tempo erano rimaste ai margini dell’informazione tradizionale.
Nel corso della sua attività partecipò inoltre alla fondazione di diverse organizzazioni dedicate alla rappresentanza e ai diritti delle donne, tra cui il National Women’s Political Caucus e la Ms. Foundation for Women.
Il suo attivismo andò ben oltre le questioni di genere, intrecciandosi con le battaglie contro il razzismo e le diverse forme di discriminazione sociale.
Il riconoscimento di Barack Obama
In oltre mezzo secolo di attività Steinem è diventata un punto di riferimento per diverse generazioni di attiviste, continuando a scrivere, partecipare a manifestazioni e intervenire nel dibattito pubblico anche in età avanzata.
Nel 2013, l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama le conferì la Presidential Medal of Freedom, una delle più alte onorificenze civili americane, riconoscendone il contributo alla lotta per l’uguaglianza.
Nel 2017 fu inoltre tra le protagoniste della Women’s March di Washington, una delle più grandi mobilitazioni per i diritti delle donne nella storia recente degli Stati Uniti.
Con la morte di Gloria Steinem scompare una delle personalità che più hanno contribuito a trasformare il dibattito sui diritti delle donne negli Stati Uniti e non solo. Una battaglia portata avanti attraverso il giornalismo, l’attivismo e la politica per oltre sessant’anni.
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