Mostro di Modena, riaperte le indagini sui delitti: nuovi esami sui reperti dopo oltre 30 anni

Polizia e carabinieri tornano a lavorare sugli omicidi di almeno otto donne avvenuti tra il 1985 e il 1995. Le nuove tecniche scientifiche potrebbero fornire elementi rimasti nascosti per decenni.

MODENA – A distanza di oltre trent’anni, tornano sotto la lente degli investigatori i delitti attribuiti al cosiddetto “mostro di Modena”. La Procura ha riaperto le indagini sulla serie di omicidi che, tra il 1985 e il 1995, costò la vita ad almeno otto donne nel territorio modenese.

Polizia e carabinieri sono nuovamente al lavoro sui fascicoli dell’epoca e sui reperti conservati presso la Medicina legale. L’obiettivo è verificare se il materiale raccolto sulle scene dei crimini possa essere sottoposto alle moderne tecniche di analisi scientifica, oggi molto più avanzate rispetto a quelle disponibili negli anni in cui furono commessi gli omicidi.

Gli investigatori stanno inoltre riesaminando gli atti delle vecchie inchieste per individuare eventuali elementi, collegamenti o piste che all’epoca potrebbero non essere stati approfonditi.

A spingere verso nuovi accertamenti sono state anche le famiglie delle vittime. I parenti di diverse donne uccise hanno affidato ai propri legali il compito di chiedere formalmente che i casi vengano nuovamente esaminati.

Tra gli elementi potenzialmente utili ci sarebbero reperti biologici e altri materiali raccolti all’epoca dei delitti che potrebbero oggi essere analizzati con strumenti investigativi e genetici non disponibili trent’anni fa.

Il caso del “mostro di Modena” resta uno dei grandi misteri della cronaca nera italiana. Le vittime erano prevalentemente giovani donne e diversi omicidi presentarono caratteristiche tali da far ipotizzare agli investigatori l’azione della stessa persona.

Le precedenti indagini non erano però riuscite a identificare con certezza un responsabile. Ora il riesame dei fascicoli e soprattutto le nuove analisi scientifiche potrebbero offrire una possibilità per fare luce su delitti rimasti senza una risposta per decenni.

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