Ucraina, Putin ferma per tre giorni i raid su Kiev: Zelensky sospende gli attacchi su Mosca

Tregua limitata sulle due capitali durante la missione degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. I colloqui riaprono uno spiraglio diplomatico mentre la guerra continua sul resto del fronte.

MOSCA – Una sospensione di tre giorni degli attacchi su Kiev e, parallelamente, lo stop ucraino ai raid contro Mosca. Russia e Ucraina hanno annunciato una tregua limitata sulle rispettive capitali mentre prende il via una nuova iniziativa diplomatica degli Stati Uniti per tentare di riaprire il dialogo sulla guerra.

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di interrompere gli attacchi contro Kiev a partire dalla mezzanotte di sabato 5 settembre e per le successive tre giornate. L’annuncio è arrivato dal Cremlino in concomitanza con la missione degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha disposto una sospensione per 72 ore degli attacchi contro Mosca.

La tregua riguarda le due capitali e non rappresenta quindi un cessate il fuoco generale lungo il fronte, dove il conflitto prosegue.

Al centro dell’attenzione internazionale c’è soprattutto la nuova missione diplomatica americana. Witkoff e Kushner sono arrivati a Mosca per incontrare Putin e discutere delle possibilità di arrivare a una soluzione del conflitto. Successivamente è prevista la tappa in Ucraina.

La temporanea sospensione degli attacchi arriva dopo una nuova fase di forte tensione. Nelle ore precedenti erano infatti proseguiti i raid russi sull’Ucraina, con attacchi che avevano interessato anche Kiev e la regione di Dnipropetrovsk.

Il nuovo tentativo di mediazione statunitense non cancella le profonde distanze che continuano a separare Mosca e Kiev sulle condizioni necessarie per arrivare a un accordo.

Lo stop di 72 ore rappresenta tuttavia un segnale significativo in vista dei colloqui: per tre giorni le due capitali dovrebbero essere escluse dagli attacchi reciproci mentre gli emissari statunitensi cercano di capire se esistano margini concreti per una nuova fase negoziale.

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