I primi accertamenti medico-legali indicano che la 45enne sarebbe morta a causa della caduta e dell’impatto al suolo. Esami anche sull’ex Federico Vella. Il padre Franco alle donne: «La prima cosa da fare è denunciare»
FIRENZE – Lorena Isceri era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto dell’Autostrada del Sole, nei pressi di Barberino del Mugello, il 4 settembre. È quanto emerge dai primi risultati degli accertamenti medico-legali effettuati sul corpo della 45enne uccisa dall’ex compagno Federico Vella, che successivamente si è tolto la vita.
Un elemento fondamentale per ricostruire gli ultimi istanti della donna. Uno dei principali interrogativi degli inquirenti riguardava infatti proprio il momento della morte: stabilire se Lorena fosse stata uccisa prima di essere gettata dal viadotto oppure se a provocarne il decesso fosse stata la caduta.
Dall’esame esterno e dalla Tac effettuata sulla salma emergerebbe che la donna è morta in seguito alla caduta da decine di metri e al violento impatto con il terreno.
La valutazione definitiva sarà comunque contenuta nella relazione del medico legale, attesa entro 90 giorni.
L’autopsia e gli accertamenti sul corpo di Lorena
L’esame è stato affidato alla medico legale Beatrice Defraia su disposizione del sostituto procuratore di Firenze Antonio Natale.
Oltre a determinare con precisione le cause della morte, gli accertamenti dovranno chiarire anche l’origine dei lividi riscontrati sul corpo della 45enne.
Gli inquirenti vogliono stabilire se siano tutti conseguenza della caduta oppure se alcune lesioni siano precedenti e possano quindi essere ricondotte alle fasi antecedenti al momento in cui Lorena sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio.
Le famiglie non hanno nominato consulenti medico-legali di parte e si affideranno alle conclusioni del professionista incaricato dalla Procura.
Terminati gli accertamenti, il corpo di Lorena potrà essere restituito alla famiglia e trasferito a Squinzano, in Puglia, dove saranno celebrati i funerali.
Esami tossicologici su Federico Vella
L’autopsia riguarda anche il corpo di Federico Vella. La magistratura ha disposto il prelievo di tessuti per effettuare esami tossicologici.
Gli accertamenti dovranno verificare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti o psicofarmaci e contribuire a ricostruire le condizioni dell’uomo al momento del femminicidio.
Parallelamente, il pm ha disposto la copia forense di tre telefoni cellulari sequestrati. Chiamate e messaggi potrebbero fornire elementi importanti per ricostruire i rapporti tra i due e quanto accaduto nelle settimane precedenti alla morte di Lorena.
Il nuovo appello del padre: «Donne, denunciate»
Da Squinzano arriva intanto un nuovo appello di Franco Isceri, padre della vittima. Dopo essersi rivolto alle istituzioni chiedendo una risposta comune della politica contro la violenza sulle donne, questa volta ha parlato direttamente alle possibili vittime.
«Mi auguro che mia figlia sia l’ultima vittima. Mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. La prima cosa da fare è denunciare», ha dichiarato ai microfoni di “Dentro la notizia” su Canale 5.
Il padre ha raccontato di aver più volte invitato la figlia a rivolgersi alle autorità: «Lei era una ragazza buona, non lo voleva rovinare».
Poi un nuovo richiamo alla politica: «Stanno morendo tante donne che non lo meritano. Ormai è tardi, fate presto».
Franco Isceri auspica una risposta che superi le divisioni tra gli schieramenti: «Quanto vorrei vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne».
Parole che arrivano mentre proseguono gli accertamenti della Procura di Firenze per ricostruire ogni passaggio del femminicidio. I primi esiti dell’autopsia aggiungono ora un elemento drammatico alla vicenda: Lorena sarebbe stata ancora in vita nel momento in cui è precipitata dal viadotto.
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