Un quarto di secolo dopo gli attacchi terroristici che sconvolsero il mondo, gli Stati Uniti commemorano le quasi 3mila vittime. Cerimonie a Ground Zero, al Pentagono e in Pennsylvania
Sono trascorsi 25 anni dall’11 settembre 2001, il giorno che cambiò per sempre gli Stati Uniti e segnò profondamente la storia contemporanea. Oggi l’America torna a ricordare le quasi 3mila persone che persero la vita negli attentati terroristici compiuti da Al Qaeda contro New York e Washington.
Le commemorazioni prendono il via a partire dalle 14.30, ora italiana, nei luoghi simbolo della tragedia. A Ground Zero, dove sorgevano le Torri Gemelle del World Trade Center, è prevista la cerimonia principale alla presenza del vicepresidente JD Vance e degli ex presidenti George W. Bush, Bill Clinton, Barack Obama e Joe Biden.
Il presidente Donald Trump parteciperà invece alla commemorazione organizzata al Pentagono, altro obiettivo degli attacchi del 2001.
11 settembre 2001, quattro aerei dirottati
La mattina dell’11 settembre 2001 quattro aerei di linea furono dirottati da 19 terroristi appartenenti ad Al Qaeda.
Due velivoli, l’American Airlines 11 e lo United Airlines 175, furono fatti schiantare contro le Torri Gemelle di New York a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Le immagini degli impatti e del successivo crollo dei due grattacieli fecero il giro del mondo, diventando uno dei simboli più drammatici dell’inizio del nuovo millennio.
Un terzo aereo, l’American Airlines 77, colpì il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Il quarto velivolo, lo United Airlines 93, precipitò invece nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, dopo la reazione dei passeggeri contro i dirottatori. Secondo le ricostruzioni, l’aereo era diretto verso un altro obiettivo istituzionale a Washington.
Ground Zero ricorda le vittime
Come ogni anno, uno dei momenti più significativi della commemorazione si svolge a Ground Zero, nel cuore di Manhattan.
La cerimonia è dedicata soprattutto alle vittime e alle loro famiglie, con la lettura dei nomi delle persone che persero la vita e momenti di silenzio in corrispondenza degli orari che scandirono gli attacchi e il crollo delle Torri.
A 25 anni di distanza, però, il bilancio umano dell’11 settembre continua ad aumentare. Negli anni successivi numerosi soccorritori, lavoratori e persone esposte alle sostanze presenti nell’area del World Trade Center hanno sviluppato gravi patologie legate alle conseguenze dell’attentato e delle operazioni condotte tra le macerie.
Un attentato che ha cambiato gli Stati Uniti e il mondo
L’impatto dell’11 settembre è andato molto oltre la distruzione delle Torri Gemelle.
Gli attentati hanno modificato profondamente le politiche di sicurezza statunitensi, i controlli negli aeroporti, l’attività dei servizi di intelligence e la politica estera di Washington.
Poche settimane dopo gli attacchi gli Stati Uniti avviarono la guerra in Afghanistan con l’obiettivo di colpire Al Qaeda e il regime dei talebani che ospitava Osama bin Laden. Gli anni successivi furono segnati dalla cosiddetta “guerra al terrorismo”, che avrebbe influenzato gli equilibri internazionali per oltre due decenni.
Anche la società americana cambiò. La sicurezza nazionale assunse un peso centrale nel dibattito pubblico, mentre le conseguenze politiche, militari e culturali di quella giornata continuarono a incidere sul rapporto degli Stati Uniti con il resto del mondo.
Venticinque anni dopo, il ricordo resta vivo
Il Memoriale dell’11 settembre sorge oggi nel luogo in cui si trovavano le Torri Gemelle. Le due grandi vasche costruite sulle impronte degli edifici riportano i nomi delle vittime e rappresentano il cuore della memoria di Ground Zero.
A un quarto di secolo dagli attentati, New York, Washington e Shanksville tornano così a fermarsi per ricordare.
Le immagini degli aerei contro le Torri, dei grattacieli avvolti dal fumo, dei soccorritori tra le macerie e delle strade di Manhattan ricoperte di polvere appartengono ormai alla memoria collettiva mondiale.
Venticinque anni dopo, l’11 settembre resta una ferita aperta nella storia degli Stati Uniti e una delle date che hanno segnato più profondamente il XXI secolo.
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