Caldo record, calano le donazioni di sangue in Italia: 2.100 sacche in meno

Il Centro Nazionale Sangue registra una flessione delle raccolte nei primi mesi estivi. A giugno -0,5% e a luglio -1,1% rispetto al 2025. La rete tra le Regioni ha permesso finora di compensare le carenze.

Il caldo eccezionale dell’estate 2026 ha avuto conseguenze anche sulle donazioni di sangue in Italia. Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, nei mesi di giugno e luglio la raccolta ha registrato una diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con circa 2.100 sacche in meno.

Nel dettaglio, a giugno il calo è stato dello 0,5% rispetto a giugno 2025, mentre a luglio la flessione ha raggiunto l’1,1%.

I dati sono stati evidenziati dal Centro Nazionale Sangue insieme alla Croce Rossa, al Policlinico Umberto I e al Policlinico Gemelli, in occasione di una raccolta straordinaria organizzata a Roma con il supporto, tra gli altri, del ministero della Salute, di Avis Roma e dello stesso Centro Nazionale Sangue.

Il caldo diventa una variabile per le scorte di sangue

A pesare sulla raccolta sono state anche le temperature particolarmente elevate registrate durante l’estate.

La direttrice del Centro Nazionale Sangue, Luciana Teofili, ha sottolineato come i cambiamenti delle condizioni climatiche stiano diventando un elemento da tenere sempre più in considerazione nella programmazione delle scorte.

Una sacca di sangue può infatti essere conservata per un massimo di 42 giorni. Se le temperature elevate persistono e nel mese di luglio non si riescono ad accumulare scorte sufficienti, il rischio è quello di arrivare ad agosto con disponibilità ridotte.

Quasi 3 milioni di donazioni ogni anno

Il sistema trasfusionale italiano può contare su circa 1,66 milioni di donatori e quasi 3 milioni di donazioni ogni anno. Un sistema basato interamente sulla donazione volontaria e non remunerata.

La rete nazionale di solidarietà e compensazione tra le diverse Regioni ha permesso finora di affrontare le situazioni di maggiore difficoltà, trasferendo le risorse dove necessario.

Restano tuttavia alcune criticità, in particolare in Sicilia, dove gli effetti delle ondate di calore continuano a incidere sulla raccolta. L’isola sta ricevendo il supporto delle altre Regioni.

L’appello alla continuità delle donazioni

Alla raccolta straordinaria hanno partecipato anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che hanno richiamato l’attenzione sull’importanza della donazione.

La principale sfida resta infatti garantire continuità durante tutto l’anno, soprattutto nei periodi in cui caldo, vacanze e spostamenti possono determinare una diminuzione dei donatori disponibili.

L’esperienza dell’estate 2026 evidenzia così la necessità di programmare le raccolte tenendo conto anche delle condizioni climatiche, per evitare che eventuali cali prolungati possano mettere sotto pressione le scorte necessarie al sistema sanitario.

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