La Referente per gli Affari Istituzionali di Planetek Italia è intervenuta a “Space Economy: The New Frontier of Innovation”, il tavolo promosso da ANGI a Torino. Al centro la Legge Spazio italiana, la dimensione europea e il futuro della filiera.
Un quadro normativo certo, regole proporzionate e coordinate con il livello europeo e la capacità di trasformare l’innovazione tecnologica in valore. Sono alcuni dei punti evidenziati da Monica La Selva, Referente per gli Affari Istituzionali di Planetek Italia, durante “Space Economy: The New Frontier of Innovation”, la tavola rotonda ospitata a Palazzo Carpano a Torino.
L’incontro, promosso da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, con il supporto della Fondazione CRT e Space Industries come Host Partner, ha riunito rappresentanti dell’industria aerospaziale, della ricerca, dell’università e del mondo degli investimenti per discutere delle prospettive della Space Economy italiana ed europea.
Nel corso del confronto, particolare attenzione è stata dedicata anche alla dimensione normativa del comparto e al rapporto tra il quadro italiano e quello europeo.
«Oggi è stata una tavola rotonda molto importante. Abbiamo discusso della Legge Spazio italiana e abbiamo affrontato anche la dimensione europea», ha dichiarato La Selva.
Un confronto che ha fatto emergere, secondo la Referente per gli Affari Istituzionali di Planetek Italia, l’importanza di costruire un contesto regolatorio in grado di offrire certezze agli operatori e, allo stesso tempo, di inserirsi in maniera coerente nel più ampio scenario europeo.
«È emerso quanto sia importante la certezza del diritto italiano e quanto sia necessario avere regole sempre più proporzionate e coordinate con il livello europeo», ha sottolineato.
La regolamentazione rappresenta infatti uno degli elementi del più ampio percorso di sviluppo della filiera spaziale, insieme agli investimenti, al trasferimento tecnologico, al rapporto tra università e imprese, alle nuove competenze e alle applicazioni dual use.
Per La Selva, tuttavia, il futuro della Space Economy italiana non può essere ricondotto esclusivamente alla capacità di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche. Centrale è anche il passaggio dall’innovazione alla sua concreta valorizzazione.
«Il messaggio che ho voluto lanciare è che la Space Economy italiana non dipende soltanto dalle tecnologie, ma dalla nostra capacità di trasformare l’innovazione in valore», ha concluso.
Un tema che si inserisce nel percorso avviato a Palazzo Carpano per mettere in relazione le diverse componenti dell’ecosistema e individuare indicazioni concrete per rafforzare la competitività della filiera spaziale italiana ed europea.
Le osservazioni e le proposte raccolte durante il tavolo saranno ora approfondite e confluiranno nel Position Paper “Torino Spazio Futuro”, dedicato alle priorità del settore in materia di investimenti, innovazione, trasferimento tecnologico, competenze e competitività.
Il documento sarà presentato il 19 e 20 ottobre 2026 alle OGR di Torino, dando continuità al confronto avviato con gli operatori della filiera durante l’appuntamento torinese.
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