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Space Economy, Santangelo (CEO di Space Industries): «L’Italia ha un ruolo fondamentale»

Il CEO di Space Industries interviene a “Space Economy: The New Frontier of Innovation” sul passaggio verso un mercato spaziale sempre più commerciale: «Siamo in un momento davvero speciale e unico di crescita».

La Space Economy sta attraversando una fase di profonda trasformazione, con un mercato che da una dimensione prevalentemente istituzionale si sta progressivamente aprendo alle attività commerciali. Una transizione che richiede il coinvolgimento di istituzioni, università e imprese e un quadro normativo capace di accompagnarne lo sviluppo.

È quanto sottolineato da Santangelo, CEO di Space Industries, nel corso di “Space Economy: The New Frontier of Innovation”, la tavola rotonda ospitata a Palazzo Carpano a Torino e promossa da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, con il supporto della Fondazione CRT e Space Industries come Host Partner.

«Oggi siamo qui al nostro Space Palace a Torino, dove parliamo di un tema molto importante: capire quali saranno le frontiere dell’innovazione nella Space Economy», ha dichiarato Santangelo.

Al centro del suo intervento l’evoluzione del mercato spaziale e il progressivo ingresso di una componente commerciale accanto a quella istituzionale che ha storicamente caratterizzato il settore.

«Siamo tutti attenti a guardare questo mercato spaziale che si sta aprendo e sviluppando, transitando da una situazione precedente principalmente istituzionale verso un mondo anche commerciale. Gli attori principali in questa fase sono le istituzioni, le università e le imprese private», ha spiegato.

Per le aziende che operano direttamente nel comparto, questa trasformazione si traduce anche nella necessità di guardare alla capacità produttiva e alle opportunità generate dallo sviluppo delle costellazioni satellitari.

«Noi rappresentiamo un’impresa privata che ha l’obiettivo di produrre tanti satelliti, proprio perché le costellazioni aiutano lo sviluppo tecnologico terrestre e di tante attività», ha aggiunto il CEO di Space Industries.

La transizione verso una Space Economy sempre più commerciale deve però essere accompagnata sia sul piano industriale sia su quello normativo. Da una parte emerge la necessità di agevolare lo sviluppo delle imprese nel mercato spaziale; dall’altra quella di costruire regole capaci di accompagnare e disciplinare questa crescita.

«Bisogna agevolare e aiutare questo slittamento delle imprese verso un mercato spaziale e commerciale. Questo significa prestare attenzione alla produzione e alla producibilità dei satelliti, nel nostro caso, ma anche fare in modo che il mondo legislativo accompagni, aiuti, controlli e regoli correttamente questo sviluppo», ha sottolineato Santangelo.

Un passaggio che assume particolare rilevanza a Torino, città caratterizzata da una lunga tradizione nel settore aerospaziale e oggi sede di importanti realtà industriali e nuove iniziative imprenditoriali.

«Torino ha un heritage spaziale estremamente importante. Dal primo satellite italiano fino a oggi, è casa dello sviluppo dei moduli abitati e di importanti imprese spaziali, con un’attenzione particolare anche alle startup e alle nuove imprese, comprese quelle straniere, che si insediano qui e cercano di contribuire al mercato spaziale», ha evidenziato.

Il capoluogo piemontese rappresenta così uno degli ecosistemi al centro del confronto sulla crescita della filiera, che durante la tavola rotonda ha coinvolto industria, ricerca, università e mondo degli investimenti sui temi dell’innovazione, del trasferimento tecnologico, delle competenze e della competitività.

«Siamo ottimisti, ma dobbiamo renderci conto che ci troviamo in un momento davvero speciale e unico di crescita del settore spaziale, nel quale l’Italia ha un ruolo fondamentale», ha concluso Santangelo.

Le indicazioni e le proposte raccolte durante il tavolo confluiranno nel Position Paper “Torino Spazio Futuro”, che approfondirà le principali direttrici per lo sviluppo dell’ecosistema spaziale italiano ed europeo.

Il documento sarà presentato il 19 e 20 ottobre 2026 alle OGR di Torino, dando continuità al confronto avviato tra gli operatori della filiera.

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