L’Ucraina avrebbe ottenuto dagli Stati Uniti il via libera per produrre i missili Patriot. Ad annunciarlo è stato il presidente Volodymyr Zelensky dopo l’incontro con Donald Trump a margine dei lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Secondo il leader ucraino, il presidente americano avrebbe preso una «decisione definitiva» sulla concessione delle licenze necessarie alla produzione. Per Kiev si tratterebbe di un passaggio importante nel rafforzamento della difesa aerea del Paese, soprattutto contro i missili balistici utilizzati dalla Russia.
La questione dei Patriot era stata indicata tra i temi al centro dell’incontro tra Trump e Zelensky. Kiev cerca infatti di rafforzare le proprie capacità di difesa in vista dei prossimi mesi e di possibili nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine.
Patriot prodotti in Ucraina, cosa potrebbe cambiare
L’eventuale concessione delle licenze non permetterebbe comunque all’Ucraina di avviare immediatamente una produzione su larga scala.
Secondo quanto riferito da Zelensky, per arrivare a una capacità produttiva significativa potrebbero essere necessari da uno a cinque anni. Nel frattempo Kiev starebbe valutando anche soluzioni alternative insieme alle aziende statunitensi del settore della difesa.
Una delle ipotesi sarebbe quella di modificare missili balistici già prodotti dall’Ucraina per trasformarli in intercettori con caratteristiche simili a quelle dei Patriot.
Zelensky aveva già discusso il tema nei mesi scorsi con rappresentanti di Lockheed Martin e Raytheon, aziende coinvolte nella produzione del sistema Patriot.
La reazione della Russia
Da Mosca è arrivata una prima reazione alle dichiarazioni del presidente ucraino. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la Russia segue attentamente le decisioni dei Paesi che forniscono armi e licenze militari all’Ucraina e che questi elementi vengono presi in considerazione nelle valutazioni di Mosca.
Il Cremlino, allo stesso tempo, mantiene una posizione prudente sull’ipotesi di nuovi negoziati.
Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che Mosca valuterà i prossimi passi sulla base degli interessi della Russia, senza fornire indicazioni concrete sulla possibile ripresa del processo negoziale.
L’ipotesi di un incontro negli Emirati Arabi Uniti
Parallelamente proseguono gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti.
Washington avrebbe proposto un incontro trilaterale a livello tecnico negli Emirati Arabi Uniti per provare a rilanciare il confronto tra Russia e Ucraina.
Zelensky ha dichiarato di essere in attesa di una proposta americana sulla data, confermando che gli Emirati sarebbero stati indicati dagli Stati Uniti come possibile sede dei colloqui.
Il Cremlino ha però precisato che al momento non esistono informazioni concrete sulla definizione di un formato trilaterale.
L’ipotesi sarebbe stata sostenuta anche dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner nei contatti avuti con Mosca e Kiev.
Putin: «Non prepariamo una guerra contro l’Europa»
Nel corso del Forum della Cultura a San Pietroburgo, Putin è intervenuto anche sulle tensioni con i Paesi europei, respingendo l’ipotesi che la Russia stia preparando un conflitto con l’Europa.
Il presidente russo ha affermato che Mosca non avrebbe piani per avviare ostilità contro i Paesi europei e che, secondo la posizione del Cremlino, non esisterebbero ragioni per una simile escalation.
Una posizione già sostenuta nei giorni scorsi dal portavoce Peskov, che aveva dichiarato che la Russia non considera la Francia o altri Paesi europei come obiettivi di una minaccia militare.
Le dichiarazioni russe arrivano in una fase di forte tensione tra Mosca e le capitali europee, mentre proseguono le discussioni sul sostegno militare occidentale a Kiev.
Continuano gli attacchi sull’Ucraina
Sul terreno, intanto, la guerra prosegue.
Kiev continua a denunciare attacchi russi contro la capitale e altre aree del Paese. Nell’ultima ondata di bombardamenti riportata dalle autorità ucraine sarebbe stato colpito anche un edificio residenziale di 25 piani, con sette morti e 46 feriti.
Zelensky ha condannato l’attacco, definendolo privo di una giustificazione militare.
Il rafforzamento della difesa aerea rimane quindi una delle priorità del governo ucraino. I Patriot sono particolarmente importanti per Kiev per la capacità di intercettare missili balistici, mentre le scorte disponibili rimangono limitate. Reuters aveva già riferito, prima dell’incontro all’ONU, che Zelensky avrebbe discusso con Trump proprio delle modalità per ottenere ulteriori sistemi e missili Patriot in vista dell’inverno.
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