CyberShield AI Italia, Tenti (UNDP): «Transizione energetica e sicurezza sono la stessa agenda»

Transizione energetica e sicurezza non possono più essere considerate due questioni separate. La crescente digitalizzazione e interconnessione dei sistemi energetici aumenta infatti l’efficienza e l’autonomia, ma apre contemporaneamente nuove vulnerabilità, soprattutto nei Paesi caratterizzati da un elevato rischio geopolitico. È il quadro delineato da Duccio Maria Tenti, Responsabile Partnerships & Strategia di UNDP in Italia, intervenuto a “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI).

«La transizione energetica e la sicurezza non sono due agende separate: sono la stessa agenda», ha sottolineato Tenti.

Un sistema energetico decarbonizzato è infatti sempre più distribuito, digitale e interconnesso, con una crescente presenza di impianti rinnovabili, reti digitali e sistemi di accumulo. Una trasformazione che consente di aumentare efficienza e autonomia, ma che rende le infrastrutture anche più esposte a possibili attacchi.

Il tema diventa ancora più rilevante quando queste infrastrutture si trovano in Paesi strategici per gli approvvigionamenti e caratterizzati, allo stesso tempo, da situazioni geopolitiche complesse.

Per questo, secondo Tenti, la resilienza deve essere incorporata direttamente nella progettazione delle nuove infrastrutture. «La resilienza non si aggiunge dopo: è una “security by design”, che va integrata in ogni aspetto dell’implementazione e della progettazione».

Una sfida che nessun soggetto può affrontare autonomamente. Le istituzioni definiscono regole e priorità, le imprese mettono a disposizione tecnologie e competenze, il sistema finanziario mobilita capitali e il mondo della ricerca contribuisce attraverso l’innovazione.

In questo ecosistema si inserisce il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), che Tenti ha indicato come una piattaforma capace di mettere in relazione i diversi attori e accompagnare la proiezione del Sistema Italia verso aree strategiche, in particolare nel Nord Africa e nell’Africa subsahariana.

Tenti ha richiamato anche il ruolo della struttura UNDP presente a Roma e le attività realizzate in collaborazione con le istituzioni italiane, con l’obiettivo di tradurre programmi e competenze nazionali in interventi internazionali.

Tra gli esempi citati figura Mission Innovation Italia, programma sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nell’ambito dell’iniziativa, UNDP è impegnato in un progetto dedicato alle reti intelligenti in Uganda e in attività per la costruzione e l’ammodernamento dell’acquedotto di Brazzaville.

«Sono progetti di sviluppo, sono progetti energetici, sono progetti, in ultima istanza, di sicurezza, quando parliamo di queste geografie», ha evidenziato Tenti.

Un altro fronte riguarda l’intelligenza artificiale attraverso l’Artificial Intelligence Hub for Sustainable Development, sviluppato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire, secondo quanto illustrato, l’assistenza alle startup e le sinergie tra l’ecosistema italiano e i mercati in sviluppo del continente africano.

La dimensione internazionale assume così un impatto diretto anche sulla sicurezza italiana. «La sicurezza italiana dipende assolutamente, in un mondo interconnesso, dalla stabilità di questi Paesi, da cui provengono energia, materie prime e reti commerciali», ha spiegato.

Da qui la necessità di investire in infrastrutture resilienti nel Mediterraneo, mettendo insieme sviluppo, politica industriale e sicurezza nazionale. La cooperazione tra imprese, istituzioni e organizzazioni internazionali può diventare lo strumento per definire standard duraturi, mobilitare investimenti pubblici e privati e portare le competenze italiane nelle aree considerate strategiche.

«Investire in infrastrutture resilienti nel Mediterraneo significa mettere insieme operativamente sviluppo, politica industriale e sicurezza nazionale», ha concluso Tenti, delineando una strategia nella quale transizione energetica, cooperazione internazionale e resilienza diventano parti di un’unica agenda.

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