Il nucleare come opzione complementare alle fonti rinnovabili all’interno di un sistema energetico sicuro, resiliente e decarbonizzato. È la prospettiva delineata da Nicola Daniele Ippolito, Dirigente della Divisione V – Nucleare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), intervenuto nell’ambito di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI).
Al centro dell’intervento il nuovo disegno di legge sul nucleare e il percorso che, secondo Ippolito, nasce da circa tre anni di lavoro e dall’analisi dei dati sul sistema energetico.
«A me piace dire che il nucleare è il miglior alleato delle rinnovabili», ha spiegato Ippolito. L’obiettivo, nella prospettiva illustrata, non è sostituire le altre fonti, ma introdurre un’ulteriore possibilità nel mix energetico nazionale.
Per descriverne il ruolo, Ippolito ha utilizzato la metafora di una squadra: il nucleare rappresenterebbe «un nuovo acquisto» che non necessariamente sottrae spazio agli altri giocatori, ma può contribuire insieme a loro a individuare la configurazione più efficace per l’intero sistema.
Secondo quanto illustrato dal dirigente del MASE, le analisi condotte nell’ambito del lavoro preparatorio mostrerebbero che, introducendo l’opzione nucleare nei modelli di ottimizzazione del sistema energetico, questa viene selezionata in percentuali non dominanti ma funzionali all’equilibrio complessivo, anche con l’obiettivo di contenere ulteriori costi legati a reti, accumuli e sovraccapacità.
Nel suo intervento Ippolito ha affrontato anche il tema della sicurezza. Nel testo normativo, ha spiegato, è stato inserito il Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, prevedendo anche la possibilità di una collaborazione con l’Autorità competente per la sicurezza nucleare.
Un ruolo centrale è ricoperto dall’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Nell’eventualità di una ripresa del nucleare in Italia, secondo Ippolito sarà necessario ampliare il mandato dell’Autorità, insieme alle risorse umane e alle capacità necessarie per operare sul nuovo scenario.
L’Italia dispone già oggi di infrastrutture nucleari. Accanto agli impianti in decommissioning sono presenti, come ricordato da Ippolito, anche reattori di ricerca attivi, sui quali vengono applicati i tre principi della sicurezza nucleare: safety, security e safeguards.
Un sistema che coinvolge il livello nazionale e quello internazionale, attraverso Euratom e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e che impone requisiti specifici agli operatori degli impianti.
Ma il messaggio centrale dell’intervento riguarda soprattutto il metodo con cui affrontare un eventuale nuovo percorso nucleare italiano.
«Il nucleare si deve fare insieme», ha sottolineato Ippolito. Il lavoro sul disegno di legge, ha spiegato, è stato sviluppato coinvolgendo «l’intero ecosistema nazionale: industrie, università, ricerca, associazioni, utility e gli altri Ministeri».
Una collaborazione che prosegue anche nella preparazione dei decreti delegati e che coinvolge diverse amministrazioni, tra cui il Ministero della Difesa e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«L’unico modo di lavorare per fare nucleare, per farlo al meglio, per costruire un sistema energetico che sia sicuro, resiliente e decarbonizzato, è quello di farlo fin dal principio insieme», ha concluso Ippolito.
Il ritorno del nucleare nel dibattito energetico italiano viene così inserito in una strategia più ampia, nella quale sicurezza, decarbonizzazione, rinnovabili e resilienza devono essere affrontate attraverso il coordinamento tra istituzioni, ricerca e sistema produttivo.
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