Carburanti, scade lo sconto sul gasolio: arrivano le accise mobili, cosa cambia per i prezzi

Giornata importante per i prezzi dei carburanti. Oggi, 5 ottobre, termina la riduzione di 6,1 centesimi al litro applicata alle accise sul gasolio. Al suo posto il governo punta sul meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, pensato per intervenire sui prezzi alla pompa sfruttando parte del maggiore gettito generato dall’aumento delle quotazioni energetiche.

La fine dello sconto fiscale arriva però in un momento in cui benzina e diesel hanno iniziato a registrare una diminuzione dei prezzi, sostenuta anche dai price cap introdotti volontariamente dalle principali compagnie petrolifere dopo l’invito del governo.

Oltre 10mila distributori hanno aderito al price cap

Il tetto ai prezzi si è rapidamente esteso sulla rete italiana. Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 3 ottobre, oltre 10mila distributori hanno aderito alle iniziative di contenimento.

Nel dettaglio, il 51,7% degli impianti rilevati applicava un prezzo della benzina inferiore ai 2 euro al litro, mentre il 52,2% proponeva il gasolio sotto i 2,20 euro. Una quota che porta quindi oltre la metà della rete nazionale sotto le soglie indicate.

Benzina e diesel, i prezzi iniziano a scendere

La riduzione dei listini è stata favorita dalle iniziative adottate dalle compagnie petrolifere. Eni ha aperto la strada fissando un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio nella propria rete Enilive, con una durata iniziale di 30 giorni e la possibilità di estendere l’iniziativa in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

All’iniziativa si sono aggiunte successivamente IP-Socar, Q8 e Tamoil. Il risultato è stato un progressivo ampliamento della quota di distributori interessati dalle riduzioni. Secondo i dati diffusi dal Mimit il 3 ottobre, il prezzo medio sulla rete stradale era sceso a 2,052 euro al litro per la benzina e a 2,247 euro per il gasolio.

Quanto si risparmia facendo il pieno

Secondo le rilevazioni del Codacons, la diminuzione dei prezzi si è fatta sentire soprattutto negli ultimi giorni. L’associazione ha segnalato riduzioni particolarmente marcate anche sulla rete autostradale, con un conseguente alleggerimento della spesa per un pieno.

Il calo dei listini rappresenta un’inversione di tendenza rispetto ai forti rincari registrati nei mesi precedenti, anche se il livello complessivo dei prezzi rimane elevato rispetto alla fase precedente alla crisi energetica.

Da domani il nodo delle accise mobili

La principale incognita riguarda ora quello che accadrà con la conclusione dello sconto fiscale sul diesel.

Il governo ha indicato nelle accise mobili lo strumento da utilizzare nella nuova fase. Il principio consiste nel compensare almeno in parte gli aumenti dei carburanti attraverso il maggiore gettito fiscale generato dalla crescita delle quotazioni, evitando di ricorrere sistematicamente a riduzioni generalizzate delle accise.

Resta quindi da verificare quale sarà l’effetto concreto sui listini nei prossimi giorni e se la discesa favorita dai price cap sarà sufficiente ad assorbire la fine dello sconto fiscale.

Il caro-carburanti continua a pesare sulle famiglie

Nonostante le ultime riduzioni, il costo di benzina e diesel continua a rappresentare una voce significativa per famiglie e imprese.

Il Codacons ha chiesto alle compagnie di proseguire con le politiche di contenimento dei prezzi almeno fino alla fine dell’anno, soprattutto alla luce dell’incertezza internazionale e dell’andamento delle quotazioni energetiche.

La sfida delle prossime settimane sarà quindi evitare che la fine dello sconto fiscale sul gasolio produca una nuova accelerazione dei prezzi, mentre governo e operatori cercano di affidare alle accise mobili e ai tetti volontari il compito di contenere il costo dei rifornimenti.

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