È morta Nadia Santini, addio alla prima chef italiana con tre stelle Michelin: aveva 72 anni

La celebre cuoca del ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio si è spenta dopo una lunga malattia. Ha trasformato una trattoria di famiglia in un simbolo dell’alta cucina internazionale, conquistando tre stelle Michelin e il titolo di migliore chef donna al mondo.

È morta a 72 anni Nadia Santini, una delle figure più importanti della gastronomia italiana e prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin. La chef del ristorante Dal Pescatore, a Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova, si è spenta nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 novembre 2026, dopo una malattia affrontata per dodici anni.

Con la sua cucina, profondamente legata alla tradizione e ai sapori del territorio, Santini aveva trasformato una trattoria di campagna in uno dei ristoranti più prestigiosi al mondo, costruendo un percorso professionale fondato sulla famiglia, sulla passione e sull’attenzione verso gli ospiti.

A comunicare la scomparsa sono stati i familiari attraverso un messaggio sui social: «Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo».

Chi era Nadia Santini, la chef che ha fatto la storia della cucina italiana

Nata il 19 luglio 1954 a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, Nadia Cavaliere aveva iniziato il proprio percorso in cucina dopo il matrimonio con Antonio Santini.

La sua formazione era avvenuta direttamente nella trattoria della famiglia del marito, accanto alla suocera Bruna, senza frequentare scuole professionali di cucina o svolgere stage nei grandi ristoranti.

Da quell’esperienza aveva sviluppato uno stile personale, capace di valorizzare la tradizione gastronomica mantovana attraverso una particolare attenzione alla qualità delle materie prime e all’accoglienza.

Amava definire la propria cucina «umanistica», perché al centro di ogni preparazione poneva le persone, le relazioni e il desiderio di far sentire ogni ospite a casa.

Insieme al marito Antonio, aveva progressivamente trasformato il Dal Pescatore in un punto di riferimento dell’alta ristorazione internazionale.

Dal Pescatore, le tre stelle Michelin conquistate nel 1996

La carriera di Nadia Santini è stata segnata da riconoscimenti che hanno contribuito a portare la cucina italiana ai vertici della gastronomia mondiale.

La prima stella Michelin era arrivata nel 1982, seguita dalla seconda nel 1988.

Nel 1996 il ristorante Dal Pescatore aveva ottenuto la terza stella, consacrando Santini come la prima donna italiana a raggiungere questo traguardo.

Da allora il ristorante ha mantenuto il massimo riconoscimento della Guida Michelin, diventando una delle realtà più longeve dell’eccellenza gastronomica italiana.

Nel 2013, inoltre, Nadia Santini era stata insignita del titolo di World’s Best Female Chef nell’ambito dei The World’s 50 Best Restaurants.

Un riconoscimento internazionale che aveva ulteriormente consolidato il prestigio della sua cucina.

Una cucina fatta di tradizione, famiglia e amore

Per Nadia Santini cucinare non significava soltanto preparare piatti di alta qualità, ma soprattutto prendersi cura delle persone.

Tra le specialità che hanno reso celebre il Dal Pescatore figurano i tortelli di zucca, simbolo della tradizione mantovana e della sua capacità di trasformare ingredienti semplici in esperienze gastronomiche raffinate.

La chef aveva sempre attribuito grande importanza al rapporto umano con i clienti, considerando l’ospitalità parte integrante dell’esperienza al ristorante.

La sua filosofia era racchiusa nell’idea di «trasformare la cucina in un linguaggio d’amore universale».

Un approccio che aveva reso il Dal Pescatore non soltanto un ristorante premiato a livello internazionale, ma anche un luogo profondamente legato alla storia della famiglia Santini.

Oggi l’attività prosegue con il contributo dei figli Giovanni, impegnato in cucina, e Alberto, attivo nella gestione della sala.

Il cordoglio per Nadia Santini: «Una figura unica»

La notizia della scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio nel mondo della ristorazione e delle istituzioni.

Tra questi quello dell’assessore regionale lombardo Alessandro Beduschi, che ha ricordato il contributo della chef alla valorizzazione del territorio.

«Con Nadia Santini se ne va una figura unica, capace di interpretare i prodotti del territorio in una cucina che, grazie ai sapori e alle tradizioni locali del Mantovano, ha conquistato il mondo», ha dichiarato Beduschi.

Un ricordo è arrivato anche dallo chef Eugenio Boer, che ha sottolineato soprattutto le qualità umane della collega.

«Al di là della grande professionista, ricorderemo soprattutto la persona e il segno che ha saputo lasciare in chi ha avuto il piacere di conoscerla», ha scritto.

Funerali di Nadia Santini, l’ultimo saluto a Canneto sull’Oglio

I funerali di Nadia Santini si terranno mercoledì 4 novembre alle ore 14:30 a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova.

La chef lascia il marito Antonio, i figli Giovanni e Alberto e una storia professionale che ha contribuito a ridefinire il ruolo delle donne nell’alta cucina italiana.

La sua eredità va oltre le stelle Michelin e i riconoscimenti internazionali: resta l’esempio di una cucina capace di coniugare eccellenza, tradizione e sensibilità umana, trasformando ogni piatto in un gesto di accoglienza.

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