Cresce la tensione all’interno del governo israeliano dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l’intenzione di ottenere l’approvazione del gabinetto per un piano di occupazione totale della Striscia di Gaza, un progetto che non gode del sostegno delle Forze di difesa israeliane (Idf).
Secondo fonti citate dai media israeliani, Netanyahu avrebbe espresso questa posizione in modo esplicito durante colloqui privati, definendo la piena occupazione come il prossimo passo operativo. Il sito Ynet riferisce che un alto funzionario vicino al premier avrebbe dichiarato: “Il dado è tratto – stiamo andando verso una piena occupazione della Striscia di Gaza”. Il piano includerebbe operazioni anche nelle aree dove si trovano ostaggi, aumentando i rischi per la loro incolumità.
Attualmente l’Idf controlla circa il 75% del territorio di Gaza, ma il piano del primo ministro prevede di estendere la presenza militare israeliana al restante 25%, portando così l’intera enclave sotto controllo diretto di Israele. Le implicazioni di una tale decisione per i civili palestinesi e per le organizzazioni umanitarie operanti nella zona restano ancora poco chiare.
La risposta dell’Idf
Le forze armate israeliane si sono mostrate contrarie al piano. Secondo l’Idf, occupare completamente la Striscia potrebbe richiedere anni, soprattutto per smantellare in modo definitivo le infrastrutture di Hamas, ancora attive in diverse zone. Inoltre, avvicinarsi alle aree in cui sono trattenuti gli ostaggi comporterebbe il rischio concreto di un’escalation fatale.
Come risposta indiretta alle pressioni politiche, l’Idf ha annullato lo stato d’emergenza bellica in vigore dal 7 ottobre 2023, riducendo il numero di militari in servizio. È stata inoltre sospesa l’estensione forzata del servizio riservisti, che era stata introdotta in seguito agli attacchi di Hamas.
Le parole di Yair Netanyahu
A infiammare ulteriormente il clima, un post pubblicato su X da Yair Netanyahu, figlio del primo ministro, ha accusato il capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir di stare guidando un “tentativo di colpo di Stato militare”.
Il messaggio era in risposta a un post del giornalista Yossi Yehoshua, che aveva criticato l’eventuale scelta di conquistare l’intera Striscia senza una chiara assunzione di responsabilità da parte del premier. “Se chi ha ispirato quel tweet è chi pensiamo, si tratta di una ribellione e di un colpo di Stato militare in pieno stile America Latina anni ’70 – un atto criminale”, ha scritto Yair Netanyahu.
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