L’Advertising Standards Authority (ASA), l’ente britannico che vigila sulla pubblicità, ha vietato due immagini della nuova campagna Zara accusandole di promuovere un ideale di “magrezza malsana”. Nelle foto, finite nel mirino anche di attiviste contro i disturbi alimentari, le modelle mostrano clavicole e ossa sporgenti, braccia e gambe estremamente sottili e volti emaciati.
Secondo l’ASA, l’uso delle luci e delle ombre avrebbe enfatizzato volutamente la spigolosità dei corpi, trasformando le ossa in elementi centrali dell’immagine. Un messaggio considerato dannoso per la salute mentale, soprattutto dei più giovani.
Zara, pur non contestando la decisione, ha ritirato immediatamente le foto e promesso “verifiche più severe” nella selezione delle immagini, ribadendo l’impegno verso pubblicità “responsabili”. Il brand ha precisato che le modelle possedevano certificati medici attestanti il buono stato di salute e che gli scatti non erano stati ritoccati.
La stretta britannica sugli standard estetici nella moda è sempre più incisiva: all’inizio dell’anno provvedimenti simili avevano colpito anche Next e Marks & Spencer.
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