Tragedia sul Pik Pobeda: muore l’alpinista italiano Luca Sinigaglia

È Luca Sinigaglia, 49 anni, originario di Milano, l’alpinista italiano che ha perso la vita nei giorni scorsi sul Pik Pobeda (7.439 metri), la vetta più alta della catena del Tian Shan, al confine tra Kirghizistan e Cina.

Secondo le ricostruzioni, Sinigaglia è morto in quota dopo aver tentato invano di portare in salvo l’alpinista russa Natalia Nagovitsina, rimasta ferita con una gamba rotta. Dopo aver cercato di calarla avvolta in un sacco a pelo insieme a un compagno, il peggioramento del meteo lo ha costretto a fermarsi a 6.900 metri di altitudine. Nella notte, probabilmente a causa di un edema cerebrale, l’alpinista italiano è deceduto.

I tentativi di soccorso

La situazione di Nagovitsina, ancora bloccata da oltre una settimana a oltre 7.000 metri, resta gravissima: senza cibo e con poca acqua, le possibilità di salvezza sono ritenute “estremamente basse” dalle autorità russe. I tentativi di intervento sono stati ostacolati da maltempo, nevicate e turbolenze che hanno reso pericolosi i voli di soccorso.

Una montagna già segnata da tragedie

Il Pik Pobeda è considerato uno dei massicci più insidiosi dell’Asia centrale. Negli ultimi giorni altri due alpinisti russi hanno perso la vita tra il Pobeda e il vicino Khan-Tengri, a conferma della pericolosità delle condizioni estreme.

Il ricordo

La notizia della morte di Luca Sinigaglia è stata confermata anche dalla sorella Patrizia, che sui social ha ricordato il gesto eroico del fratello: «È stato un gesto che gli ha fatto onore e che purtroppo non gli ha permesso di tornare da noi».

Le operazioni di recupero della salma sono previste non appena le condizioni meteo lo consentiranno.

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