Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto, in un’intervista a Bloomberg TV, che la situazione militare a Pokrovsk è «molto difficile» e che l’eventuale decisione di ritirare le truppe spetta esclusivamente ai comandanti impegnati sul campo.
Zelensky ha ribadito che non intende esercitare pressioni politiche su scelte operative che, secondo il leader ucraino, devono essere assunte «da chi conosce meglio la realtà del fronte».
«Nessuno costringerà i nostri uomini a morire per il bene delle rovine», ha dichiarato. «Sosterrò i nostri soldati e soprattutto i comandanti impegnati lì, nei loro sforzi per mantenere il controllo della situazione. Altrimenti, il prezzo da pagare sarebbe troppo alto: ciò che conta di più per noi sono le vite dei nostri soldati».
La città di Pokrovsk, punto strategico dell’oblast di Donetsk, è da settimane teatro di combattimenti intensi e pressioni crescenti da parte delle forze russe. Le autorità ucraine temono che un ulteriore deterioramento della situazione possa rendere insostenibile la difesa urbana.
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