Sicurezza nazionale e memoria istituzionale: alla Camera la Relazione annuale dell’intelligence

Roma, 4 marzo 2026 – Presso la Camera dei Deputati si è svolta la presentazione della Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, appuntamento istituzionale dedicato all’analisi dei principali scenari che incidono sulla sicurezza nazionale e sugli equilibri internazionali. Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che nel suo intervento ha sottolineato il valore della collaborazione tra Parlamento e sistema di intelligence, richiamando l’importanza della trasparenza e del controllo democratico sulle attività a tutela della Repubblica.
In apertura è stato dedicato un momento di particolare intensità al ricordo di Nicola Calipari, dirigente del servizio segreto militare italiano, scomparso il 4 marzo 2005 a Baghdad mentre riportava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena dopo la sua liberazione. Il Presidente Fontana ne ha ricordato il senso dello Stato, il coraggio e lo spirito di servizio, evidenziando come la sua figura rappresenti ancora oggi un simbolo di dedizione alle istituzioni e di impegno silenzioso per la sicurezza nazionale. Il richiamo alla sua memoria ha offerto all’Aula un momento di riflessione sul valore umano e professionale di chi opera, spesso lontano dai riflettori, per la tutela dell’interesse collettivo.
Alla presentazione hanno preso parte il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, il Direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Vittorio Rizzi, e il Presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, insieme ai vertici delle agenzie operative. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto sulle dinamiche globali e sulle strategie adottate per garantire la tutela dell’interesse nazionale.
La Relazione delinea un contesto internazionale caratterizzato da trasformazioni rapide e profonde, nelle quali l’innovazione tecnologica assume un ruolo centrale. Intelligenza artificiale, digitalizzazione e nuove infrastrutture di comunicazione costituiscono leve fondamentali di sviluppo, ma richiedono un costante rafforzamento delle misure di protezione, in particolare a difesa delle infrastrutture critiche e dei dati strategici. In tale quadro, viene evidenziata la necessità di governare il cambiamento con equilibrio, investendo in prevenzione, resilienza e cooperazione internazionale.
Dal documento emergono rischi concreti ma attentamente monitorati: le possibili ripercussioni delle tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo, le minacce ibride che combinano strumenti cibernetici, informativi ed economici e i fenomeni di radicalizzazione che potrebbero incidere sulla sicurezza europea. Particolare attenzione è riservata alla dimensione cyber, considerata uno degli ambiti più sensibili, per il quale si sottolinea l’importanza di un’azione coordinata tra istituzioni, settore privato e partner internazionali.
Il quadro complessivo non descrive situazioni di emergenza imminente, ma richiama l’esigenza di una vigilanza costante e di un approccio integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica, tutela dei diritti fondamentali e salvaguardia della sicurezza collettiva. La Relazione si conferma così uno strumento di analisi e indirizzo strategico, volto a rafforzare la capacità dello Stato di prevenire e gestire le sfide di uno scenario globale in continua evoluzione, nel pieno rispetto dei principi democratici e della responsabilità istituzionale.
Mattia Carlin

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