La tregua tra Stati Uniti e Iran è appesa a un filo. Mentre i negoziati tentano di tenere aperto uno spiraglio diplomatico, sul terreno la guerra non si ferma: Israele continua a colpire il Libano e la tensione nella regione torna a salire.
Secondo Teheran, il cessate il fuoco dovrebbe estendersi anche al fronte libanese. Ma da parte israeliana non arrivano segnali di arretramento nelle operazioni contro Hezbollah, con raid che continuano a colpire il sud del Paese e la periferia di Beirut.
Raid e vittime: il Libano sotto attacco
Nelle ultime ore l’aviazione israeliana ha intensificato i bombardamenti, in particolare nell’area di Bint Jbeil. Secondo fonti locali, nella notte tra l’8 e il 9 aprile sono stati effettuati oltre 20 raid aerei.
Il bilancio è pesante: decine di vittime nelle ultime ore e centinaia tra morti e feriti negli attacchi più recenti. Il governo libanese ha proclamato una giornata di lutto nazionale, denunciando una situazione sempre più insostenibile per la popolazione civile.
La richiesta di Donald Trump a Benjamin Netanyahu
Sul piano diplomatico, gli Stati Uniti cercano di contenere l’escalation. Secondo indiscrezioni riportate dai media americani, Donald Trump avrebbe chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità degli attacchi, proprio per non compromettere i negoziati con l’Iran.
Israele, secondo le stesse fonti, avrebbe mostrato una disponibilità a collaborare, ma sul campo le operazioni militari proseguono senza segnali concreti di rallentamento.
Colpito un mezzo Unifil: tensione altissima
A far salire ulteriormente la tensione è stato anche un episodio che coinvolge direttamente l’Italia. Un convoglio della missione Onu Unifil è stato bersagliato da colpi di avvertimento sparati dall’esercito israeliano.
Un mezzo blindato italiano è stato colpito agli pneumatici e al paraurti, costringendo i militari a rientrare alla base. Nessun ferito, ma l’episodio ha avuto un forte impatto politico e diplomatico.
Dura la reazione della premier Giorgia Meloni, che ha parlato di un fatto “inaccettabile” e di una violazione delle norme internazionali, chiedendo lo stop immediato agli attacchi.
Tregua Iran a rischio
Il nodo centrale resta però quello dei negoziati tra Washington e Teheran. Per l’Iran, gli attacchi in Libano rappresentano una violazione dell’accordo di tregua. Una posizione che gli Stati Uniti non condividono.
Il vicepresidente americano ha chiarito che spetta a Teheran decidere se proseguire sulla strada diplomatica o far saltare l’intesa. In caso contrario, Washington è pronta a valutare nuove opzioni, anche militari.
Spiragli diplomatici
Nel frattempo, da Beirut arrivano segnali di apertura: secondo alcune fonti, il governo libanese avrebbe chiesto colloqui diretti con Israele.
Una mossa che potrebbe rappresentare un primo tentativo di de-escalation, ma che si inserisce in un quadro estremamente fragile.
Un equilibrio sempre più precario
Tra raid, pressioni internazionali e negoziati incerti, il Medio Oriente resta sospeso tra guerra e diplomazia.
La tregua tra Stati Uniti e Iran, già fragile, rischia di cedere sotto il peso di un conflitto che continua ad allargarsi. E ogni nuova esplosione sul fronte libanese rende la pace un obiettivo sempre più lontano.
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