Trump: “Iran nel caos, niente atomica”. Ma avverte: “Pronti a colpire ancora”

“L’Iran è nel caos, ma non useremo armi nucleari”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto il punto sulla crisi con Iran, parlando dallo Studio Ovale e delineando una strategia che combina pressione militare e apertura al negoziato.

“Abbiamo colpito il 78% degli obiettivi”

Trump ha rivendicato i risultati delle operazioni militari condotte finora: secondo il presidente, il 78% degli obiettivi previsti sarebbe già stato colpito.

“Abbiamo messo fuori gioco il Paese militarmente nelle prime settimane”, ha dichiarato, sottolineando però che l’operazione non è conclusa. Se non si arriverà a un accordo, ha aggiunto, gli Stati Uniti sono pronti a colpire anche il restante 25% degli obiettivi.

“Non useremo l’atomica”

Un passaggio centrale del discorso riguarda l’uso delle armi nucleari. Trump ha escluso questa possibilità:

“Non ne abbiamo bisogno. Le armi nucleari sono strumenti di distruzione che non dovrebbero mai essere utilizzati”.

Allo stesso tempo, ha ribadito la linea dura nei confronti di Teheran, definendo inaccettabile l’eventualità che l’Iran possa dotarsi di armamenti nucleari, con rischi per Israele e per l’intera regione.

Apertura ai negoziati

Nonostante i toni duri, il presidente ha lasciato aperta la porta alla diplomazia. “Non voglio fare le cose affrettate”, ha spiegato, sottolineando che c’è tempo per raggiungere un accordo.

Un approccio che punta a mantenere alta la pressione senza accelerare i tempi: “Voglio ottenere un grande accordo che garantisca sicurezza al nostro Paese e al mondo”.

“Teheran senza una guida chiara”

Trump ha poi descritto una situazione interna confusa in Iran, parlando di una leadership indebolita e divisa. Secondo il presidente, diversi livelli della dirigenza sarebbero stati colpiti, lasciando spazio a una fase di instabilità.

“Non sappiamo nemmeno chi stia guidando il Paese”, ha affermato, sostenendo che l’attuale leadership starebbe vivendo un momento di forte incertezza.

Pressione economica e tempo che stringe

Secondo la Casa Bianca, il tempo giocherebbe a sfavore dell’Iran, soprattutto per il rischio di un collasso del settore energetico.

“Non abbiamo pressione temporale, sono loro che stanno correndo contro il tempo”, ha detto Trump, ribadendo la posizione di forza degli Stati Uniti nel negoziato.

Tra guerra e diplomazia

Il quadro che emerge è quello di una strategia in equilibrio tra escalation e trattativa: da un lato la disponibilità a colpire ancora, dall’altro la volontà di arrivare a un accordo.

Una linea che lascia aperti diversi scenari, mentre la tensione in Medio Oriente resta alta.

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