Delitto di Garlasco, la Procura: “Da Sempio un annientamento furioso di Chiara”

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Delitto di Garlasco. Secondo la Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe agito con una violenza “cieca e sproporzionata” dopo il rifiuto di un presunto approccio sessuale da parte di Chiara Poggi.

La ricostruzione dei pm

Nell’interrogatorio del 6 maggio, durante il quale Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, i magistrati hanno contestato all’indagato una ricostruzione precisa del movente.

Per la Procura, tutto sarebbe nato dalla visione di alcuni video intimi tra Chiara Poggi e l’allora fidanzato Alberto Stasi. Da lì, secondo gli inquirenti, sarebbe maturato un tentativo di approccio sessuale poi respinto dalla giovane.

I pm parlano di:

“Un’aggressione che diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa”.

Le parole del fratello Marco Poggi

Davanti ai magistrati è stato ascoltato anche Marco Poggi, fratello della vittima, che ha commentato le dichiarazioni attribuite a Sempio sul presunto video conservato in una chiavetta Usb.

“Non mi so dare una spiegazione”, ha detto Marco Poggi, aggiungendo:

“Mi sembra anche strano che Chiara non avesse detto a me o a qualcuno che un mio amico le stava rompendo le scatole”.

Secondo il fratello della vittima, se davvero ci fossero stati comportamenti insistenti o problematici da parte di Sempio, Chiara probabilmente ne avrebbe parlato in famiglia.

Il foglietto con la parola “assassino”

Tra gli elementi contestati dalla Procura compare anche un foglio manoscritto recuperato dai carabinieri in un sacco dell’immondizia gettato da Sempio in un’isola ecologica lontana da casa.

Sul foglio comparivano parole sparse come:

  • “campanello”
  • “cane”
  • “finestra da fuori”
  • “assassino”

La difesa di Sempio respinge ogni interpretazione accusatoria. L’avvocato Liborio Cataliotti sostiene infatti che si trattasse semplicemente di appunti preparatori per un contributo audio legato allo spettacolo teatrale La fabbrica degli innocenti.

La traccia 33 e i controlli del Ris

La Procura ribadisce inoltre la validità della cosiddetta “traccia 33”, l’impronta palmare trovata sulla scala della cantina di casa Poggi e attribuita ad Andrea Sempio.

Secondo la relazione del Ris:

  • l’attribuzione sarebbe stata confermata da quattro verifiche indipendenti;
  • sono stati effettuati ulteriori controlli tramite inchiostrazione;
  • due esperti della sezione impronte del Ris di Roma avrebbero confermato il match.

Possibile revisione del processo Stasi

Le nuove risultanze investigative aprono ora anche allo scenario di una revisione del processo per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.

La sua legale, Giada Bocellari, ha spiegato che la difesa sta studiando gli atti raccolti dalla Procura di Pavia per valutare la presentazione dell’istanza di revisione.

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