Salute mentale, crescono gli accessi ai servizi: allarme depressione tra le donne

La salute mentale in Italia continua a mostrare segnali di forte pressione. Nel 2024 sono state 845.516 le persone assistite dai servizi specialistici, con un aumento della domanda e criticità sempre più evidenti nell’accesso alle cure.

I dati mettono in evidenza soprattutto il forte impatto della depressione sulle donne e le difficoltà del sistema sanitario nel garantire continuità assistenziale uniforme sul territorio.

Donne più colpite dalla depressione

Il dato più significativo riguarda proprio la differenza di genere.

Le donne rappresentano infatti il:

  • 55,9% delle persone assistite.

Il divario emerge soprattutto nei disturbi depressivi:

  • 46,5 casi ogni 10mila abitanti tra le donne;
  • 27 casi ogni 10mila tra gli uomini.

Secondo gli specialisti, il fenomeno sarebbe legato a:

  • fattori biologici;
  • pressioni sociali;
  • carichi familiari;
  • dinamiche culturali e lavorative.

Tra le donne risultano inoltre più diffusi:

  • disturbi d’ansia;
  • disturbi affettivi.

Negli uomini prevalgono invece:

  • disturbi schizofrenici;
  • dipendenze;
  • disabilità intellettive.

Sempre più accessi ai servizi

Nel corso del 2024:

  • 272.497 persone hanno avuto un primo contatto con i servizi;
  • nella maggior parte dei casi si trattava del primo accesso della vita.

Le prestazioni erogate hanno superato:

  • i 10 milioni di interventi;
  • con una media di 13,6 prestazioni per paziente.

L’assistenza viene garantita soprattutto da:

  • infermieri (44,1%);
  • medici (28,9%).

Un’utenza sempre più adulta

Il 66,3% degli assistiti ha più di 45 anni.

La fascia più rappresentata è quella:

  • tra i 45 e i 64 anni.

Tra gli over 75 emerge inoltre una presenza femminile superiore rispetto agli uomini:

  • 10% contro 6,4%.

Disagio giovanile e interventi tardivi

Uno dei problemi più rilevanti riguarda la salute mentale dei giovani.

Secondo gli esperti:

  • il disagio psicologico viene spesso individuato troppo tardi;
  • molti ragazzi arrivano ai servizi quando la situazione è già complessa;
  • il ritardo aumenta il rischio di cronicizzazione.

Le associazioni scientifiche chiedono:

  • diagnosi precoci;
  • maggiore presenza nelle scuole;
  • integrazione tra sanità e servizi sociali.

Disuguaglianze territoriali

La Società Italiana di Psichiatria segnala forti differenze territoriali nell’accesso alle cure.

Le criticità riguardano:

  • tempi di attesa;
  • continuità terapeutica;
  • disponibilità di personale;
  • qualità dei servizi.

Le disparità non emergono solo tra Nord e Sud, ma anche tra singole aree regionali.

Il nuovo Piano nazionale 2025-2030

Il nuovo piano promosso dal ministro Orazio Schillaci prevede:

  • 80 milioni di euro nel 2026;
  • 85 milioni nel 2027;
  • 90 milioni nel 2028;
  • 30 milioni annui dal 2029.

Tra gli obiettivi:

  • potenziamento della neuropsichiatria infantile;
  • équipe multidisciplinari sul territorio;
  • integrazione con scuole e famiglie;
  • rafforzamento della diagnosi precoce.

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