Transizione 5.0, Zes, Nuova Sabatini, contratti di sviluppo e sostegno alla siderurgia tra i dossier della prossima legge di Bilancio. Sul tavolo anche nuove risorse per l’ex Ilva
Inizia a delinearsi il capitolo dedicato alla politica industriale della Manovra 2027. Il governo sta lavorando a un pacchetto di interventi rivolti alle imprese che potrebbe trovare spazio nella prossima legge di Bilancio e in un decreto-legge collegato.
Sul tavolo ci sono il futuro di Transizione 5.0, il rifinanziamento della Zona economica speciale, nuove risorse per la Nuova Sabatini e i contratti di sviluppo, il possibile ritorno del bonus elettrodomestici e gli interventi destinati al settore siderurgico.
Il quadro non è ancora definitivo. Alcune misure potrebbero essere inserite direttamente nei provvedimenti del governo, mentre altre potrebbero arrivare successivamente durante l’iter parlamentare.
Transizione 5.0, possibile proroga del piano
Uno dei principali dossier riguarda Transizione 5.0, il programma che sostiene gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, tecnologie avanzate ed efficienza energetica.
Nella configurazione attuale sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il piano dispone di quasi 10 miliardi di risorse nazionali e le prenotazioni vengono gestite attraverso la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici.
La crescita delle richieste potrebbe rendere necessario un nuovo stanziamento. Parallelamente viene valutata anche un’estensione temporale del programma, con l’obiettivo di offrire alle aziende più tempo per pianificare e realizzare gli investimenti.
Zes, verso nuove risorse per gli investimenti
Altro capitolo centrale è quello della Zona economica speciale unica. L’ipotesi è dare continuità al credito d’imposta destinato agli investimenti nelle regioni comprese nell’attuale perimetro.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha indicato come riferimento almeno 4 miliardi di euro nel triennio.
Parallelamente resta aperta la discussione sull’estensione di alcuni elementi del modello Zes al Centro-Nord. L’ipotesi allo studio riguarderebbe principalmente le semplificazioni amministrative e non necessariamente l’estensione generalizzata degli stessi benefici fiscali.
L’eventuale ampliamento dell’autorizzazione unica potrebbe inoltre essere limitato a specifici settori produttivi o a investimenti superiori a determinate soglie.
Nuova Sabatini e contratti di sviluppo
Nuove risorse potrebbero arrivare anche per la Nuova Sabatini e per i contratti di sviluppo, due degli strumenti utilizzati per sostenere gli investimenti delle imprese.
La disponibilità dei fondi e il ritmo delle richieste saranno determinanti per stabilire l’entità di un eventuale rifinanziamento, con l’obiettivo di assicurare la continuità delle agevolazioni.
Può tornare il bonus elettrodomestici
Tra le misure che potrebbero riemergere durante l’esame della Manovra c’è anche il bonus elettrodomestici.
L’agevolazione introdotta nel 2025 disponeva inizialmente di 50 milioni di euro, con circa 48,1 milioni effettivamente destinati agli utenti finali. Il contributo permetteva di coprire fino al 30% del prezzo di acquisto di un elettrodomestico ad alta efficienza energetica, entro un massimo di 100 euro, elevato a 200 euro per i nuclei con Isee inferiore a 25mila euro.
Il suo possibile rifinanziamento dovrebbe essere valutato insieme al futuro del bonus mobili ed elettrodomestici legato alle ristrutturazioni. Secondo l’ipotesi attualmente allo studio, le due agevolazioni non sarebbero cumulabili.
Elettrodomestici, l’Italia punta anche a un intervento europeo
La partita sul settore si gioca anche a Bruxelles. Italia, Francia, Germania e Polonia stanno lavorando a un documento comune per chiedere alla Commissione europea interventi a sostegno dell’industria degli elettrodomestici.
L’obiettivo indicato è rafforzare innovazione e competitività degli stabilimenti europei, affrontare la concorrenza internazionale e valutare strumenti comunitari in grado di sostenere la domanda.
Ex Ilva, ipotesi di altri 400 milioni
Rimane aperto anche il dossier dell’ex Ilva e del futuro del polo siderurgico di Taranto.
Tra le ipotesi riportate figura un nuovo stanziamento da 400 milioni di euro per l’impianto destinato alla produzione del preridotto, materiale necessario per alimentare il futuro forno elettrico.
Le risorse si aggiungerebbero ai fondi già destinati alla decarbonizzazione del comparto siderurgico, mentre prosegue la procedura relativa al futuro dello stabilimento.
Il pacchetto di politica industriale della Manovra resta quindi ancora in costruzione. La definizione delle coperture finanziarie sarà uno dei passaggi decisivi per capire quali misure entreranno effettivamente nella legge di Bilancio e quali, invece, potranno essere rinviate alla successiva discussione parlamentare.
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